Ad Art Basel meno americani e più orientali

I collezionisti dall'Oriente fanno acquisti anche nelle gallerie italiane

L'installazione di Lara Favaretto proposta da Franco Noero. Foto © Art Basel
Bianca Bozzeda |

Basilea. Si è conclusa ieri, sfiorando i 95mila visitatori, la 49esima edizione di Art Basel, svoltasi dal 14 al 17 giugno. Quest’anno la fiera d’arte più potente al mondo ha accolto 290 gallerie provenienti da 35 Paesi ed esposto i lavori di circa 4mila artisti. Sedici le gallerie che hanno partecipato alla fiera per la prima volta: una cinese, la galleria White Space Beijing, 3 statunitensi e 12 europee (nessuna galleria italiana tra le new entry).

Nonostante i nuovi arrivati d’oltreoceano, i collezionisti americani sono stati meno presenti rispetto alle scorse edizioni. Colpa forse delle scorciatoie del mercato, che sempre più spesso invia ai collezionisti la bramatissima preview delle opere che saranno esposte, anticipando l’inizio della fiera e rendendo così inutili i viaggi transatlantici. Un modo come un altro, in fondo, di adeguarsi al ritmo del mondo.

«Meno americani ma molti più
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