Acton ci insegna a guardare i quadri

Il volume della storica dell’arte britannica, edito da Einaudi, è una valida guida aggiornata per tutti coloro che amano la pittura ma non l’hanno mai approfondita

«La Battaglia di San Romano» («Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini»), di Paolo Uccello (particolare). Londra, National Gallery. Foto tratta da Wikipedia
Elena Giovanna Fillia |

Con una operazione meritoria, la Piccola Biblioteca Einaudi ha pubblicato nel 2023 la seconda edizione di Guardare un quadro di Mary Acton, con la traduzione di Maria Virdis che già si era occupata della prima edizione nel 2009 di un libro veramente utile che era andato esaurito.

In inglese il titolo è Learning to Look at Paintings, ovvero Imparare a guardare i quadri, e meglio introduce al contenuto del volume: un formidabile strumento di decodificazione di immagini per tutti coloro che amano la pittura ma non l’hanno mai approfondita. Completamente rivisto ed aggiornato mantiene la sua scrittura semplice e chiara, senza mai essere superficiale e con un’estrema attenzione ai dettagli e conferma la consuetudine di trasmettere conoscenze propria di una docente di storia dell’arte, quale Acton è stata ed è presso l’Università di Oxford.

Definito dall’autrice stessa «un viaggio di scoperta», il volume ci permette di acquisire, analizzando opere esemplari e con l’ausilio di più di 100 illustrazioni in bianco e nero e a colori, le abilità visuali, analitiche e storiche per capire e godere di un’immagine. Le illustrazioni, e conseguentemente le analisi, sono state integrate da contributi che vanno da David Hockney e Anselm Kiefer a Marlene Dumas e Elizabeth Blackadder.

Ci avvicina alla tradizione europea e americana, dal 1400 ai contemporanei con una nuova, particolare attenzione alle artiste degli ultimi decenni.

Il volume è suddiviso in otto capitoli
: composizione, spazio, forma, tono, colore, soggetto, il disegno e le stampe. Alcuni sono arricchiti da nuove osservazioni, da quelle sulle installazioni nel capitolo «Composizione» all’impatto della tecnologia digitale quando si trattano le stampe. Mediante la comprensione degli elementi pittorici e della relazione tra di loro entriamo nell’universo creativo degli artisti, li cogliamo nel loro momento storico e capiamo come, vicendevolmente, si sono influenzati o dove sono stati particolarmente innovativi. Ecco che «La battaglia di San Romano» di Paolo Uccello, del 1438, prende vita davanti ai nostri occhi nel capitolo dedicato allo spazio. Quell’incrociarsi di linee diventa chiarissimo e si rimane quasi smarriti dalla maestria con cui l’artista usa la prospettiva per trasmetterci la tensione di un momento incentrato sull’azione e sul movimento.

Nel capitolo sul colore è il paesaggio mediterraneo «La Riviera», di Pierre Bonnard, del 1923, ad avvolgerci nelle sue sfumature rosate e azzurrine. Scopriamo l’accorta giustapposizione dei colori che ci permette di percepire intensamente l’atmosfera di una giornata di sole e di indovinare gli alberi attraverso i giochi di luce di questo quadro visionario. E così si procede, in una corsa avvincente e rivelatrice fino a «This is not me», stampa laser del 1992 dove Chila Kumari Burman manipola il proprio ritratto fotografico usando colori diversi e aggiungendoci la scritta simile a un graffito «This is not me» (non sono io) per sfidare lo spettatore a porsi delle domande. 

Due sono le introduzioni dell’autrice: quella del 1997, anno di pubblicazione del volume in Gran Bretagna, e quella per la seconda edizione che evidenzia la necessità che ha avuto di prendere in considerazione i cambiamenti e le nuove riflessioni che ci sono stati negli ultimi anni nello studio della storia dell’arte. Vengono riproposte le appendici, la prima un elenco di domande da porsi davanti a un quadro e la seconda un glossario dei termini artistici mentre la bibliografia ci offre nuovi, ulteriori riferimenti.

La prefazione a questa nuova edizione di Riccardo Falcinelli ben sottolinea come il volume sia «squisitamente britannico», cioè pragmatico poiché pone al centro «non il quadro, bensì il guardare come atto culturale».

Guardare un quadro,
di Mary Acton, traduzione di Maria Virdis, 272 pp., ill., Torino, Einaudi , Torino 2023, € 34

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