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Acquistare il ritratto di Maometto II è uno sgarbo

Un'operazione effettuata dal sindaco Ekrem Imamoglu, che fa parte dell’opposizione laicista

Il ritratto di Maometto II attribuito alla scuola di Gentile Bellini, 33x45 cm, acquistato all’asta da Christie’s per 850mila euro

Una sfida a colpi di ritratti di un sultano, Maometto II. Appena prima della riconversione di Hagia Sophia in moschea, il mondo politico e culturale turco era stato infiammato da un altro evento: l’acquisto da parte della Municipalità di Istanbul (all’asta da Christie’s, per 850mila euro) di un ritratto del conquistatore di Costantinopoli attribuito alla scuola di Gentile Bellini, di 33x45 centimetri. Non è il quadro famoso della National Gallery di Londra, che l’artista veneziano dipinse nel 1480 direttamente alla corte ottomana.

Secondo le note di presentazione della casa londinese, questa seconda opera è stata probabilmente realizzata a Venezia, all’inizio del XVI secolo (ne esiste una terza coeva, oggi al Museo di Arti islamiche di Doha in Qatar). La sua peculiarità è la presenza di un secondo personaggio più giovane a fianco del sultano, identificato di volta in volta come suo figlio Cem, come un dignitario europeo, come il committente del dipinto.

L’acquisto è stato descritto sui media turchi come uno sgarbo nei confronti del Governo, visto che il sindaco Ekrem Imamoglu proviene dalle fila dell’opposizione laicista e che Maometto II è un eroe soprattutto per gli ambienti più legati all’Islam politico.

In ogni caso, il doppio ritratto verrà presentato al pubblico nella sede della Municipalità, mentre in futuro dovrebbe trovar posto nel Museo civico di storia della città attualmente in costruzione. Nel frattempo, altri ritratti di Maometto II verranno esposti, a partire da questo mese, nel Museo statale di pittura del palazzo ottomano di Dolmabahce in riva al Bosforo, al termine di lavori di restauro.

Cinque ritratti, realizzati in epoche successive, avranno una sala tutta per loro: quello attribuito a Paolo Veronese, la copia ingrandita di quello di Bellini opera di Fausto Zonaro, quelli novecenteschi di Feyhaman Duran, Halil Pascià e Hasan Riza. E poi la serie che ritrae Maometto II alla conquista di Costantinopoli, ancora di Zonaro.

Giuseppe Mancini, da Il Giornale dell'Arte numero 410, settembre 2020



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