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Fotografia

A volo d'uccello tra le fiere di fotografia

Da Photo London ad Unseen di Amsterdam a Paris Photo

«Los Angeles, California, February 4, 1969» di Stephen Shore, che per l'edizione 2019 di Photo London è «Master of Photography». © Stephen Shore

Londra. Se la fotografia è nata ufficialmente in Francia, senza dubbio il suo mercato è nato negli Stati Uniti. È a Greenwich che nel 1954 Helen Gee fonda la prima galleria interamente dedicata a essa. Qualche anno prima già Julien Levy e Alfred Stieglitz avevano creduto nel valore economico di questo linguaggio, esponendo nelle rispettive gallerie alcuni pionieri della fotografia artistica. Nonostante all’epoca vendere una stampa fosse praticamente «un evento», come era solita scherzare Gee, sono state queste esperienze seminali ad aprire la strada a quello che oggi è uno dei settori in maggiore espansione.

Non stupisce quindi che a New York nel 1980 The Association of International Photography Art Dealers dia vita alla prima fiera di fotografia: AIPAD Photo Show. La 39ma edizione si è svolta dal 4 al 7 aprile con più di 90 gallerie da tutto il mondo, 30 editori, svariate mostre ed eventi collaterali e un movimento economico di milioni di dollari, che si incrementa ulteriormente se si considerano le varie aste tenute in quei giorni.

Più giovane, ma già perfettamente inserita nel panorama fieristico mondiale, è Photo London, che dal 16 al 19 maggio festeggia i primi cinque anni con un ricco programma di iniziative dedicate al passato, al presente e al futuro della fotografia, come si può notare dall’eterogeneità delle esposizioni proposte: Roger Fenton, Vivian Maier, Gavin Turk, Eamonn Doyle e Josh Haner. «Master of Photography» per l’edizione 2019 è Stephen Shore, in mostra con una serie inedita. Negli stessi giorni della fiera aprono a Londra mostre in gallerie private.

Si rinnova anche l’impegno nei confronti dei talenti emergenti, esposti all’interno della sezione «Discovery» dove troviamo anche le italiane Metronom, Ncontemporary e Spazio Nuovo. Se si parla di valorizzazione delle ricerche emergenti bisogna però aspettare Unseen, ad Amsterdam dal 20 al 22 settembre. Di anno in anno la manifestazione si conferma uno degli eventi più significativi per sondare le nuove possibilità espressive del mezzo.

Unseen è anche una rivista, un premio (ING Unseen Talent Award) e una piattaforma digitale (unseenplatform.com) che permette ulteriori occasioni per riflettere su un’idea di fotografia sempre più ibrida e dinamica.

Ultima fiera dell’anno è Paris Photo, dal 7 al 10 novembre, punto di riferimento di collezionisti e addetti ai lavori che qui hanno un’anticipazione su ciò che accadrà nei mesi successivi. Con quasi 200 espositori, Paris Photo è la fiera più grande è prestigiosa del settore, la «Art Basel della fotografia». In concomitanza con questa manifestazione si tiene anche Off Print, una delle più importanti fiere di editoria indipendente, in linea con il sempre maggior interesse nei confronti del libro fotografico.

In Italia la situazione è meno consolidata, ma si avverte un certo fermento. Dopo la chiusura del MIA Photo Fair, svoltasi a Milano dal 22 al 25 marzo con 25mila visitatori e buoni risultati di vendita, Fabio Castelli annuncia grandi novità per la prossima edizione. La prima anticipazione è un progetto speciale a cura di Elio Grazioli dedicato ad alcuni grandi autori che alla fine degli anni Sessanta hanno trainato la fotografia italiana verso sponde più sperimentali. Da intenti simili è nata anche The Phair, a Torino (tenutasi dal 3 al 5 maggio), con l’obiettivo di lavorare su contenuti di grande qualità e di spessore concettuale. Un ulteriore passo nella speranza che anche il mercato italiano raggiunga la stessa vivacità che si respira nel resto del mondo.

Monica Poggi, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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