A Varese il primo polo dell’Arte concreta e costruttivista

Una villa Liberty, una collezione, un parco, mostre, shop e conferenze: è la nuova Fondazione Morandini

L'allestimento di alcune opere di Marcello Morandini nel percorso permanente. © Michele Sereni
Jenny Dogliani  |  | Varese

Nella Villa Zanotti, elegante edificio Liberty di inizio Novecento nel centro di Varese, il 2 ottobre aprirà al pubblico la Fondazione Marcello Morandini, istituita nel 2016 e inaugurata in anteprima sabato 4 settembre alla presenza del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e del sindaco Davide Galimberti. Più di 930 metri quadrati su quattro piani, restaurati in tre anni di lavori dall’architetto Corrado Tagliabue, e un parco di 3.600 metri quadrati ospitano il museo dedicato e voluto dall’artista, designer e architetto Marcello Morandini, nato a Mantova nel 1940, trasferitosi a Varese nel 1947.

Oltre alla conservazione e valorizzazione della sua opera, l’ente si occuperà di studiare e promuovere attraverso mostre, conferenze e pubblicazioni l’Arte concreta e costruttivista, di cui Morandini è uno degli esponenti più rappresentativi: «Una corrente artistica nata alla fine degli anni ’40, ispirata dalla tradizione geometrica del Neoplasticismo olandese e dal Costruttivismo russo. Un astrattismo matematico contrapposto all’indefinito e all’irrazionale in voga in quegli anni, che rifonda l’arte su rigorose basi scientifiche», spiegano dal museo.

A questo movimento trasversale, che spazia dalle arti visive alla musica, alla letteratura, il primo piano del museo dedicherà importanti mostre temporanee curate da esperti internazionali, costituendo un unicum in Italia. Nel secondo piano allo stesso tema saranno destinati incontri, conferenze e iniziative, mentre il terzo piano ospiterà la collezione permanente, ricostruendo la carriera e gli interessi di Marcello Morandini.

Il percorso antologico è ispirato al catalogo ragionato curato da Marco Meneguzzo e pubblicato da Skira nel 2019, che analizza l’opera dell’artista dal 1964 a oggi. Al quarto piano si trovano invece lo studio e l’archivio dell’artista. Il museo ha anche spazi dedicati a ristorazione, didattica, ospitalità, residenze per giovani artisti, laboratori di design e un punto vendita delle produzioni di design di Morandini.

La prima mostra dedicata all’Arte concreta sarà «Arbeitskreis», in ottobre, con opere storiche e contemporanee di artisti ancora attivi del gruppo Iafkg (Internationaler Arbeitskreis für Konstruktive Gestaltung-Centro internazionale di studi d’Arte Costruttiva), che dal 1972 per un per una decina di anni organizzò simposi con artisti, architetti, direttori di musei, curatori, giornalisti ed esperti d’arte. A fine anno sarà invece presentato il catalogo ragionato del design di Marcello Morandini.

La strada per accedere al museo diventerà pedonale alla fine dell’estate, con la pavimentazione disegnata da Morandini e quattro opere esposte, una sua, le altre di Grazia Varisco, Ewerdt Hilgemann e H.D. Schrader.

Popolato di piante esotiche e alberi secolari, il parco della Fondazione è al centro di un progetto di arte ambientale: «un rinnovamento di tutto il sottobosco per valorizzare i cento e più alberi che lo compongono. Attorno a ogni albero, alla base, sarà collocato un anello bianco in acciaio inox, con il nome di coloro che vorranno condividere con noi questo progetto ambientale. Ogni sodalizio verrà certificato con un cofanetto contenente una pubblicazione con i dettagli dell’intervento, la foto del proprio anello firmata dall’artista e un oggetto in plexiglas al cui interno c'è una foglia dell’edera del parco».

Nel Consiglio di Amministrazione e nel Comitato Scientifico della Fondazione figurano enti come l’Accademia di Brera e la Triennale di Milano, l’Università dell’Insubria di Varese e il Teatro dell’Architettura di Mendrisio. Molti progetti saranno messi a punto con istituzioni culturali e collezioni europee che conservano le opere di Morandini.

La Fondazione accoglie linguaggi multidisciplinari, in particolare, la matematica, la geometria e la musica. Due i progetti in anteprima (solo su invito): il Riemann Prize Week della matematica dal 20 al 24 settembre e la Design Week di Varese dal 23 al 26 settembre. Formatosi alla Scuola d’Arte di Brera, Morandini ha iniziato la sua carriera come grafico e aiuto designer, realizzando i primi disegni nel 1962 e le prime opere tridimensionali nel 1964.

Nel 1967-68 arrivano le partecipazioni alla Biennale di San Paolo in Brasile e alla 34ma Biennale di Venezia, dov’è invitato con una sala personale nel Padiglione Italia. Nel 1974 realizza il progetto di una piazza per il centro commerciale INA di Varese. Nel 1977 partecipa a documenta 6 di Kassel Negli anni Ottanta collabora con gli studi di architettura Mario Miraglia di Varese e Ong & Ong di Singapore.

Nel 1991 a Kuala Lumpur, in Malesia, progetta un edificio commerciale di 34 piani. Nel 2000 collabora con Abitare Baleri di Bergamo e mette a punto una collezione di mobili per la casa. Nel 2003 è docente all’Accademia di Brera di Milano. Tra le sue opere di designer la sedia «Bine» (Sawaya e Moroni), la panca «Posseduta» (Cleto Munari), il tavolo «Spyder» e il mobile «Valentina» (Abitare Baleri). Proficua è la collaborazione con la fabbrica di porcellane tedesca Rosenthal.

Le certezze della matematica, gli equilibri della geometria, l’essenzialità del segno grafico e la purezza del bianco e del nero sono alla base del vocabolario del poliedrico artista, la cui produzione non conosce confini di genere. «In arte uso i colori bianco e nero, come una grafia su di un foglio, dove per leggere e capire non è necessario nessun altro valore cromatico aggiunto e la forma ha modo di raccontare unicamente la sua bellezza», conclude l’artista. q

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