A Tolosa l’unicorno, le dame e il Minotauro di Picasso

Il ciclo di sei arazzi tessuti intorno al 1500 e vanto del Musée de Cluny e il sipario realizzato dal pittore spagnolo nel 1936 sono esposti l’uno accanto all’altro a Les Abattoirs di Tolosa

«A mon seul désir» © Rmn-Grand Palais. Foto Michel Urtado
Luana De Micco |  | Tolosa

La «Dama e l’unicorno», il ciclo di sei arazzi tessuti intorno al 1500 e vanto del Musée de Cluny, e il sipario «La deposizione del Minotauro in costume da Arlecchino», realizzato da Picasso nel 1936, sono esposti l’uno accanto all’altro a Les Abattoirs di Tolosa (fino al 16 gennaio).

È la prima volta che il capolavoro, acquisito dal museo parigino di storia medievale nel 1882 e prestato molto raramente, raggiunge un museo regionale, peraltro d’arte contemporanea. Ma il Musée de Cluny al momento è chiuso per lavori (almeno fino alla primavera 2022) e può quindi separarsi dalla sua «Gioconda».

I sei delicati arazzi in trama di lana e seta, di grandi dimensioni (ognuno è alto più di 3 m e largo tra 3,9 e 4,7 m), sono stati restaurati nel 2011 e il loro stato di conservazione è ottimo. La mostra apre una riflessione sulla modernità del Medioevo e della sua eredità e sulla figura leggendaria dell’unicorno. Protagoniste sono la donna e la natura. Quattro artiste, Suzanne Husky, Maider Fortuné, Rebecca Horn e Agathe Pitié, sono state tra l’altro invitate a fornire la loro personale rilettura del capolavoro.

Più sorprendente è il dialogo instaurato tra l’arazzo e il sipario di Picasso, dono dell’artista al museo di Tolosa nel 1965. Al centro della tela, realizzata per la pièce di teatro «14 Juillet» di Romain Rolland, c’è un altro animale leggendario, il Minotauro, uno dei leitmotiv picassiani, associato alla virilità, in contrasto con l’eleganza e la femminilità dell’unicorno.

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