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Mostre

A Taipei tutti giù per Terra

La crisi ecologica globale e la modernizzazione sfrenata al centro della 12ma Biennale

Un fotogramma del video «Mass» (2020) di June Balthazard e Pierre Pause. © Cortesia della Taipei Biennial

Dal 21 novembre al 14 marzo il Taipei Fine Arts Museum ospita la 12ma edizione di una delle rassegne d’arte contemporanea più importanti del Sud-est asiatico: la Biennale di Taipei. Edizione, questa del 2020, concepita dal sociologo e filosofo francese Bruno Latour, insieme a Martin Guinard ed Eva Lin. Focus di «You and I Don’t Live on the Same Planet» (Tu ed io non viviamo sullo stesso pianeta) è la crisi ecologica globale e le sue interrelazioni con la vita socio-politica.

Immaginata come un «planetario» fittizio, la mostra presenterà i lavori dei suoi partecipanti all’interno di diversi «pianeti», separati dalle rispettive orbite e campi gravitazionali. Fra questi, il pianeta «Globalizzazione», che simboleggia la modernizzazione più sfrenata, a scapito della salute del pianeta stesso; o il pianeta «Terrestre», metafora del pensiero ecologico e del compromesso tra sviluppo e sostenibilità. 58 gli artisti e collettivi invitati da Latour, provenienti da 25 nazioni e i cui progetti abbracciano dall’arte alla scienza, dalla geologia alla politica, dalla sociologia alla storiografia.

Tra le opere chiave, la nuova commissione del collettivo di designer losangelini MILLIØNS, che consiste in un’analisi del Seagram Building a Manhattan con l’obiettivo di proporre possibili strategie per favorire un impatto positivo e sostenibile dell’edificio sul territorio circostante. Così come i dipinti della norvegese Marianne Morild, che raffigurano frammenti di paesaggi sospesi, strappati dal suolo, o la Virus Series dell’artista di Taiwan Cemelesai Takivalet, che immagina un mondo invaso da virus giganti come conseguenza dell’invasione della natura più selvaggia da parte degli umani.

Simposi, talk e workshop (a cura di Eva Lin) accompagnano tutta la durata della rassegna. Il primo appuntamento sarà il Theater of Negotiations, i cui partecipanti simuleranno negoziazioni diplomatiche su temi quali emergenza climatica, energia rinnovabile e sicurezza alimentare.

Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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