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Mostre

A Pesaro arrendetevi all’Informale

Sotto la superficie astratta le opere di Oscar Piattella sono pervase di cultura rinascimentale

A sinistra, Oscar Piattella; a destra, «L’universo il cuore il rosso», una sua opera del 2016. © Sanio Panfili

Fino all’11 ottobre il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro dedica a Oscar Piattella (1932) la mostra monografica «Disgregazione e unità. Solcando la misura rinascimentale di Urbino». Lo sguardo dell’artista pesarese, genius loci contemporaneo, penetra nell’anima più profonda del territorio marchigiano. La sua ricerca di matrice informale si distingue per la capacità di rileggere le fughe prospettiche dell’arte e architettura urbinate. Sotto la superficie astratta le opere di Piattella sono pervase di questa cultura rinascimentale, non a caso la mostra coincide con le celebrazioni di Raffaello, artista rinascimentale per eccellenza. Il percorso espositivo comprende 55 dipinti su tavola, realizzati per la maggior parte dal 2000 a oggi.

La mostra è articolata in tre sezioni, due sono dedicate alle opere materiche e semimateriche che attingono a un percorso avviato negli anni Cinquanta. Nella terza sezione figurano invece circa metà delle opere esposte, tutte degli ultimi quindici anni. Il curatore della mostra Alberto Mazzacchera esorta il visitatore ad «arrendersi e abbandonarsi alle suggestioni dei colori, alla potenza delle molteplici rifrazioni della luce che da sempre contrassegnano le sue opere e ora anche al gioco interminabile, magnetico delle linee che si intrecciano, si sovrappongono, aprendo a spazi interiori». Quello di Piattella è un «fraseggio geometrico» che traccia spazi di luce, fisici, mentali e cosmici ottenuti «attraverso una costruzione matematica, una rigorosa suddivisione delle tavole in quadrati o rettangoli, un tracciare punti di convergenza e incidere linee su linee, quadrati su quadrati, rombi su rombi, per mezzo di un lavoro meticoloso e senza tregua».

Tra le opere esposte vi è un grande polittico di Piattella nel quale il confronto con il passato prende forma nel riferimento alla Pala di Pesaro, dipinta nella seconda metà del Quattrocento da Giovanni Bellini e conservata nei Musei Civici di Pesaro. La mostra è organizzata in collaborazione con il Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro e la Regione Marche, il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Urbino e Inveco Holding Spa come main sponsor.

Mariella Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020



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