Años locos

La creatività degli anni ’20 del Novecento al Guggenheim di Bilbao

«Senza titolo», 1927 ca, di Theodore Lux Feininger e Xanti Schawinsky © The Xanti Schawinsky Estate / Nachlass Theodore Lux Feininger 2021
Roberta Bosco |  | Bilbao

Come una macchina del tempo, dal 7 maggio al 19 settembre il Museo Guggenheim di Bilbao catapulta il pubblico negli anni Venti di un secolo fa. In questo momento di crisi sanitaria ed economica «Los locos años 20» (I folli anni ’20) suona quasi come l’augurio di una nuova epoca di effervescenza e progresso come quella che seguì alla traumatica esperienza della prima guerra mondiale e della pandemia del 1918.

Gli anni Venti del Novecento videro un’esplosione di creatività e di liberazione in tutti gli ambiti artistici e nella vita quotidiana, come dimostra l’intenso desiderio di vivere che si percepisce percorrendo la mostra. Attraverso più di 300 opere (nella foto, «Senza titolo», 1927 ca, di Theodore Lux Feininger e Xanti Schawinsky) e oggetti rappresentativi di tutte le discipline artistiche, dalla pittura al cinema passando per la scultura, l’architettura o la moda, le curatrici Cathérine Hug del Kunsthaus Zürich e Petra Joos del Museo Guggenheim di Bilbao trasportano il pubblico nelle città europee fucine di cambiamenti destinati a trasformare la società e l’arte: Berlino, Parigi, Vienna e Zurigo.

Erano anni esplosivi: la radio, l’automobile, la catena di montaggio, Gropius e Le Corbusier, il charleston, la sensualità di Joséphine Baker, le sperimentazioni di Lazlo Moholy-Nagy e «la petite robe noir» di Coco Chanel. L’allestimento coinvolgente, che va oltre i cliché e materializza i movimenti estetici che hanno gettato le basi della modernità, è firmato dal drammaturgo e regista Calixto Bieito, che dà vita a un ricco dialogo tra le arti il Bauhaus, il Dadaismo o la Nuova Oggettività e il Costruttivismo.

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