A Mantova non basta essere città d’arte

Il direttore della Fondazione Palazzo Te Stefano Baia Curioni: «Bisogna essere una città creativa»

Un'attività della Scuola di Palazzo Te con Mariangela Gualtieri
Jenny Dogliani |

Mantova. 240mila visitatori nel 2019, +43% nel 2016-18 rispetto al triennio precedente (grazie anche all’effetto di Mantova Capitale italiana della Cultura nel 2016). Sono i numeri della Fondazione Palazzo Te, istituita dal Comune di Mantova con la partecipazione di soggetti pubblici e privati. Maggiore è il flusso di visitatori maggiore è la ricaduta economica sul territorio.

Sembrerebbe ovvio, ma non lo è: «I flussi turistici si concentrano sugli esercizi vicini ai monumenti, per distribuire le opportunità e generare servizi culturali e imprenditoriali in tutto il territorio non basta essere una città d’arte, bisogna essere una città creativa», spiega il direttore Stefano Baia Curioni. Per questo Palazzo Te opera su due ambiti: la gestione e promozione del monumento, da un lato, il supporto alla capacità creativa del territorio, dall’altro.

Nel primo ambito rientrano le mostre «Giulio
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