A che cosa serve l’arte? A vendere armi, parbleu!

Il pieno dispiegamento della cultura nella diplomazia politica e commerciale russa e francese con l’Arabia Saudita

Le tombe rupestri nabatee di Mada ’in Salih, patrimonio Unesco dal 2008. Nel riquadro, Putin con re Salman bin Abdulaziz al-Saud a Riad in ottobre. Photo Credit-Royal Commission for Al-Ula
Anna Somers Cocks |

Gli eventi di ottobre hanno dimostrato che l’arte e la cultura oggi svolgono un ruolo altrettanto importante nella diplomazia internazionale di quando Luigi XIV riempì di orologi e arazzi Gobelins gli ambasciatori del sultano. Nelle nuove alleanze politiche che si stanno formando in Medio Oriente, ogni strumento è impiegato per stringere amicizie e accordi commerciali. Il 14 ottobre, Putin è arrivato in Arabia Saudita per la prima volta in 12 anni, condotto nella capitale Riad da una guardia d’onore di 16 bellissimi cavalli arabi. Portava con sé un falco della Kamcatka e il prestito di 19 opere di Kandinskij dal Museo di Stato Russo, in mostra al King Fahd Cultural Centre fino al 19 novembre. Nel suo entourage spiccava Mikhail Piotrovsky, direttore dell’Ermitage.

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