ADV FONDAZIONE DE FORNARIS 4-14 dic 2020

LA TORRE DEL MERLO

A Bruxelles il Palazzo Reale che non c’è

La visita sotto terra dei resti del Palazzo di Coudenberg, magnifica reggia dei duchi di Borgogna, poi di Carlo V

Il Palazzo di Coudenberg in una veduta di Jan Brueghel il Giovane: bruciò nel 1731

Dimenticate i normali accessi delle regge, attraverso scaloni maestosi e ampi cortili. È da una semplice, ma elegante porta dell’Hôtel de Grimbergen, sulla Place Royale di Bruxelles, che si accede, infatti, a una delle più curiose visite a un palazzo reale che si possano fare nel nostro continente. Attraverso diverse rampe di scale, infatti, il visitatore scende in quello che uno scrittore dell’Ottocento avrebbe probabilmente definito il ventre di Bruxelles, per entrare in quanto resta dell’antico Palazzo di Coudenberg, magnifica reggia dei duchi di Borgogna, poi di Carlo V, dei re di Spagna e, infine, degli imperatori del Sacro Romano Impero. Tutti i sovrani, insomma, che per quasi sette secoli regnarono sulle Fiandre meridionali, oggi noti come Regno del Belgio.

Il palazzo, che nel Cinquecento era considerato uno dei più belli d’Europa, scomparve in un incendio del 1731. Le sue rovine furono coperte e su di esse furono costruite nuove strade, piazze e palazzi, fra cui la Place Royale e l’attuale Palazzo Reale di Bruxelles, ove ancora oggi si svolgono le cerimonie ufficiali della corona (i reali, però, vivono altrove). Sino alla fine del secolo scorso quella del Palazzo di Coudenberg era una storia confinata nella memoria e nelle numerose testimonianze iconografiche, sparse in musei di mezza Europa.

Tutto ciò cambiò a partire dagli anni Ottanta e Novanta. Fu allora, infatti, che una serie di campagne di scavi riportarono alla luce diversi spazi della reggia scomparsa: la cappella e l’Aula Magna. La prima era stata fatta costruire da Carlo V e dedicata a san Filippo e san Giovanni (in omaggio ai suoi genitori). La seconda risaliva agli anni Cinquanta del Quattrocento, quando duca di Borgogna era il celebre Filippo il Buono. Fu in essa che, nel 1555, avvenne l’abdicazione di Carlo V. Gli scavi permisero di ritrovarne persino l’intero pavimento (50 metri per 15), composto da circa 500 lastre di pietra, bianca e blu. Oltre a tali spazi, fu riscoperta anche l’antica rue Isabelle, una delle principali strade della Bruxelles medievale, che si trovava alle pendici del palazzo.

Aperto progressivamente fra gli ultimi anni Novanta e il 2000, Coudenberg è insieme un sito archeologico, un museo e una residenza reale (e come tale è entrato a far parte dell’Associazione delle residenze Reali europee subito dopo la sua apertura nel 2001).
Coudenberg appartiene oggi sia alla Città di Bruxelles sia alla Regione omonima, che la gestiscono tramite un’associazione non profit denominata Palais de Charles Quint. Il nome non deve stupire. Nonostante il palazzo, infatti, abbia visto numerosi sovrani succedersi nelle sue stanze, il suo racconto è ora incentrato sulla figura di Carlo V. La riscoperta di Coudenberg è stata infatti l’occasione per favorire celebrazioni e manifestazioni su Carlo V, sia nella sua veste di duca di Borgogna sia in quella di imperatore, considerato come uno dei padri dell’Europa moderna.

Nel 2015 Coudenberg è entrata a far parte degli Itinera Carolus V Imperator un «Itinéraire culturel du Conseil de l’Europe» che si propone di unire Paesi dell’Europa e del Nord Africa attraverso il legame dei viaggi e delle imprese dell’imperatore. Da allora esso partecipa a numerose attivà turistiche e culturali che hanno per oggetto la figura di Carlo V. Fra maggio e settembre 2015, per esempio, Bruxelles è stata sede del Carolus V Festival, una grande manifestazione che ha idealmente collegato la moderna capitale dell’Unione Europea con la città che l’imperatore, cinquecento anni prima, aveva voluto quale «capitale de 500 millions d’européens», come recitava una brochure pubblicata dall’ufficio turistico cittadino.

Non stupisce, quindi, che Coudenberg il 19 giugno 2019 abbia organizzato insieme alla Maison de l’histoire européenne un convegno sul tema «Bruxelles, capitale européenne?». In esso i relatori hanno analizzato come Bruxelles abbia vissuto nei secoli il suo ruolo di capitale e che cosa questo abbia significato per i suoi abitanti. Anche nella capitale belga, quindi, la riscoperta e la valorizzazione d’un antico palazzo (o dei suoi resti archeologici) è strettamente connessa alle domande della società e della politica contemporanea.

Andrea Merlotti, da Il Giornale dell'Arte numero 412, novembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA

GDA413GDA413 VERNISSAGEGDA413 GDECONOMIAGDA413 GDMOSTRE
Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012