50 personaggi in cerca di sé

A Lugano una novantina di opere della Collezione Braglia per riflettere sull’esistenza

«Sans titre (Personnages)» (1947) di Joan Miró © Collezione Braglia
Ada Masoero |  | Lugano

S’intitola «Personnages, da Werefkin a Miró e da Warhol a Paladino. Opere dalla Collezione Braglia» la mostra proposta (fino al 18 dicembre) dalla Fondazione Gabriele e Anna Braglia, in Riva Caccia 6A. Una novantina di opere di 50 artisti internazionali, riuniti dalla coppia in sei decenni di appassionato collezionismo, inducono il visitatore a riflettere sull’esistenza dell’uomo, dopo l’emergenza sanitaria che ci ha accompagnati per un così lungo tempo.

Si tratta di disegni, dipinti, sculture, di artisti dell’intero ’900 e oltre (perlopiù dell’area dell’Espressionismo tedesco, ma non solo), accomunati dal tema della figura umana e qui divisi in nove ambiti tematici: lo studio della figura, il nudo, la figura femminile, la coppia, la maternità e l’infanzia, il divertissement, il lavoro, la ricerca del sé e la morte.

Il catalogo, in italiano e inglese, pubblica un testo inedito di Gabriele Braglia sull’origine del suo amore per l’arte, e saggi, inediti anch’essi, della storica dell’arte Elena Pontiggia e dello psichiatra Graziano Martignoni, che indaga il percorso espositivo in una chiave filosofico-esistenziale. «Personnages» è la settima mostra della Fondazione istituita nel 2015 dall’imprenditore farmaceutico e collezionista, intitolata a lui e alla moglie scomparsa, che si apre a breve distanza dal polo culturale del LAC-Lugano Arte e Cultura.

Nei suoi quasi 500 metri quadrati, disposti su due livelli, si tengono due mostre ogni anno, attingendo alla vasta collezione del fondatore e, spesso, arricchendole con prestiti da altre istituzioni internazionali, mentre attualmente alcune opere della collezione sono in prestito al Kunst Museum di Winterthur, in Svizzera, e all’Olaf Gulbransson Museum di Tegernsee, in Germania.

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