3,3 milioni per i danni dell’acqua alta alla Basilica di San Marco

Per quasi due anni e mezzo si lavorerà al rivestimento lapideo del nartece e al mosaico dell’altare del Santissimo Sacramento

L’ala nord del nartece della Basilica di San Marco a Venezia
Enrico Tantucci |  | Venezia

È il più grande intervento pubblico di restauro sulla Basilica di San Marco quello che sarà messo in atto grazie ai 3,3 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico 2021-23 «Grandi Progetti Culturali». Si porrà rimedio almeno in parte ai gravi danni provocati dall’eccezionale acqua alta del 2019 (quando non c’era ancora la barriera esterna di lastre di cristallo a proteggerla e isolarla) in due punti fondamentali e insieme critici della Basilica marciana.

Si tratta dei rivestimenti lapidei in marmo e pietra del nartece (l’atrio) e del mosaico pavimentale dell’altare del Santissimo Sacramento nel transetto sud, dove l’acqua ha portato via due metri quadri di tessere musive: letteralmente strappate. L’intervento dovrebbe durare due anni e quattro mesi, concludendosi entro il 2025, senza pregiudicare nel frattempo l’accesso per il culto e le visite. La complessa operazione interesserà le sottili (di rado superano i 3 cm) lastre di marmo e di pietra che rivestono dalla metà del Duecento le pareti dell’ala nord del nartece. Ma anche appunto le tessere danneggiate o scomparse del mosaico pavimentale del XII-XIII secolo che circonda l’altare del Santissimo Sacramento.
L’altare del Santissimo nella Basilica di San Marco a Venezia
Il proto della Basilica Mario Piana, curatore del progetto, ha spiegato che i danni riguardano soprattutto la risalita della salsedine portata dall’acqua e la cristallizzazione salina che disgrega letteralmente questi marmi di straordinaria varietà e ricchezza cromatica provocando fessurazioni, perdite di materiali e fratture. Le lastre saranno smontate, immerse in vasca di acqua desalinizzata e quindi rimontate, ma non più fissandole con malte, bensì irrobustendole con una base di tessuto in fibroresina che le renderà facilmente rimovibili.
Un tratto di mosaico con degrado e perdita di tessere musive
Saranno smontate anche le tessere del mosaico pavimentale composto da un tappeto centrale con elementi vegetali e coppie di animali. Il mosaico era già in precarie condizioni, ma l’inondazione del 2019 ha asportato circa due metri quadrati di tessere musive andate disperse, cancellando anche alcune delle figure animali presenti nella composizione. Anche in questo caso le parti staccate verranno rimosse e immerse più volte in vasche colme di acqua deionizzata per eliminare i sali presenti. Verranno quindi ricollocate ricostruendo quasi interamente il disegno originale grazie al ritrovamento di vecchie lastre fotografiche e di un calco di carta realizzato in passato. La parte ricostruita verrà attenuata per permettere di distinguerla dall’originale.

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