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«Un patrimonio di informazioni irrinunciabile»

Intervista a Tiziana Cugini, sostituto procuratore della Repubblica specializzato nei Beni culturali, sull'attività del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale

L'opera di Battistello Caracciolo («Compianto di Adamo ed Eva sul corpo di Abele») recuperata dalle forze dell'ordine

Roma. Innamorata del suo lavoro, soprattutto quando serve a riportare a casa tesori d’arte e di archeologia illecitamente sottratti al nostro patrimonio. Tiziana Cugini, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, non ha dubbi su quali siano le sue inchieste predilette. «Non c’è niente di più bello», dice convinta. E in effetti, sentendola parlare delle (tante) operazioni di recupero messe a segno negli anni insieme ai carabinieri del Reparto operativo per la tutela patrimonio culturale (Tpc), si percepisce chiaramente l’autenticità della sua passione per un settore d’indagine molto particolare, dove la specializzazione avviene sul campo e l’approccio multidisciplinare riveste un ruolo fondamentale.

Dottoressa Cugini, qual è il ruolo del pubblico ministero nelle inchieste che riguardano il patrimonio culturale?

L’obiettivo primario non è tanto reprimere il fatto-reato, quanto recuperare l’opera, restituirla al nostro patrimonio, consapevoli di quanto ciò sia importante per la nostra storia, la nostra identità culturale.

Laura Sudiro, edizione online, 1 aprile 2019

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