«Soulscapes», una ridefinizione del genere del paesaggio

Alla Dulwich Picture Gallery la curatrice Lisa Anderson propone una collettiva di artisti di origine africana

«Limestone Wall» (2020), di Hurvin Anderson. © Hurvin Anderson. Cortesia dell’artista e della Thomas Dane Gallery. Foto: Richard Ivey (particolare)
Elena Franzoia |  | Londra

Con la mostra «Soulscapes», dal 14 febbraio al 2 giugno la Dulwich Picture Gallery si propone di ridefinire il genere del paesaggio rileggendolo attraverso gli occhi degli artisti diasporici di origine africana. Curatrice del progetto, che presenta oltre 30 opere afferenti a tutti i linguaggi visivi della contemporaneità, è Lisa Anderson, direttrice generale dei Black Cultural Archives di Londra e fondatrice di Black British Art. «“Soulscapes” è nata dai periodi di lockdown durante la pandemia di Covid-19, afferma Anderson.

Contemporaneamente, la questione dell’uguaglianza razziale riemersa dopo l’omicidio di George Floyd e la rinascita del movimento Black Lives Matter hanno contribuito ad accendere il dibattito sull’inclusione e la giustizia sociale. Questi momenti storici hanno aperto nuove strade alla Landscape art. In un periodo in cui la coscienza globale è sintonizzata sulla precarietà e il potere esercitati dal mondo naturale sulle nostre vite, spero che questa mostra metta alla prova la percezione del nostro rapporto con la natura».

La rassegna si apre con il tema dell’appartenenza, indagando come i vari modi con cui l’uomo si relaziona al mondo naturale ne plasmino il senso di identità, connessione e sicurezza. Esemplare è il dipinto «Limestone Wall» (2020) di Hurvin Anderson, in cui l’artista raffigura la vegetazione tropicale di quella Giamaica che per lui rappresenta la terra ancestrale. Altri temi sono la capacità del paesaggio di generare gioia e piacere e il potere trasformativo della natura, che stimola guarigione e benessere. Sono queste le atmosfere evocate, ad esempio, dall’arazzo «Unforseen Journey of Self-Discovery» (2020) di Kimathi Mafafo, in cui una donna emerge da un velo di mussola bianca per addentrarsi in un mondo naturale colorato.

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