«Scosse. Frizioni e storie sotto traccia in Biennale»

Il podcast in tre puntate a cura di Cristiana Campanini, realizzato nell'ambito della media partnership con il Padiglione Italia, ci conduce nel flusso indefinito di storie che abitano da sempre la Biennale di Venezia

Cristiana Campanini. Foto Duilio Piaggesi
Cristiana Campanini |

«Scosse. Frizioni e storie sotto traccia in Biennale». È questo il titolo per un podcast in tre puntate, in forma d’intervista, a condurci a frammenti attraverso quel flusso indefinito di storie che abitano la Biennale di Venezia, fin dalla sua fondazione, nel 1895. Gli episodi s’intrecciano fitti, le voci molteplici confluiscono in un coro dissonante. Si va alla ricerca di quelle occasioni che hanno spezzato, o meglio sarebbe dire, scosso l’aria silenziosa della storia della Biennale di Venezia, parafrasando Quasimodo, anche solo per pochi istanti.

A farci da guida attraverso questa sconfinata raccolta di occasioni, abitata da opere e da artisti, è stato lo sguardo di Gian Maria Tosatti, autore di un Padiglione Italia, curato da Eugenio Viola e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che ha scelto a più riprese le corde della discontinuità e della rottura rispetto al passato.

Il suo immaginario visivo, con la postura etica e i temi trattati, ci offre una precisa prospettiva poetica e politica che contribuisce a sollevare questioni in sequenza. Il primo è il rapporto tra uomo e natura, che negli anni Settanta si fa irrimediabile. Per questo la prima puntata del podcast sfiora artisti e opere di un decennio, in cui sorgevano i primi dibattiti ambientalisti e la radicalità della politica faceva irruzione nella vita stessa della Biennale, da allora diffusa, aperta, sperimentale.

A riprendere il filo della storia è la seconda puntata. Si racconta questa volta il Padiglione Italia, dall’alba del XX secolo all’irrompere della globalizzazione e oltre. È una storia tra le storie dei padiglioni nazionali, tra arte e diplomazia, ideologie alterne ed equilibri geopolitici fragili. Come Okwi Enwezor, descriveva i padiglioni, «scenari in miniatura di processi di determinazione nazionale». Ad accompagnarci sono tra gli altri, le voci di due storiche dell’arte dedicate da anni alle vicissitudini della Biennale di Venezia, come Clarissa Ricci e Vittoria Martini; ma anche Emiliano Guaraldo ricercatore in scienze umane e ambientali dedito alle visualizzazioni artistiche dell’antropocene alla Biennale di Venezia.

Ed eccoci alla terza puntata, questa volta il viaggio sonoro per musica e parole ci conduce attraverso le atmosfere del Padiglione Italia. Le voci saranno quelle dei loro autori, l’artista Gian Maria Tosatti e il curatore Eugenio Viola, ma non solo.

Qui il link al Podcast: https://scossefrizionibiennale.buzzsprout.com/

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