È questa la vera America?

Una panoramica in tre atti della fotografia statunitense degli ultimi 40 anni

«The Thinker» (1986) di Jeff Wall. Cortesia di Jeff Wall
Francesca Petretto |

Tre mostre accomunate dal titolo «True Pictures?» sono frutto di un progetto del Museum für Photographie di Braunschweig, in cooperazione con Sprengel Museum Hannover e Kunstmuseum Wolfsburg, che ha avuto inizio l’11 settembre scorso nella prima delle tre città, con «True Pictures? Dal documento al concetto. Posizioni nella fotografia contemporanea degli Stati Uniti» (fino al 5 dicembre) con opere di Erica Baum, Ingeborg Gerdes, Owen Gump, Rebecca Hackermann e Ketuta Alexi-Meskhisvili.

Si prosegue con «True Pictures? Fotografia contemporanea dal Canada e dagli Stati Uniti» e «True Pictures? LaToya Ruby Frazier», rispettivamente ad Hannover (dal 6 novembre al 13 febbraio) e Wolfsburg (fino al al 10 aprile). Che cos’è successo alla fotografia nordamericana negli ultimi anni? Per quale motivo ha perso il suo ruolo di primo piano sulla scena internazionale cedendolo nientemeno che alla vecchia Europa? Le tre mostre nella Bassa Sassonia provano a dare una risposta alternando alle collettive di Braunschweig e Hannover una personale di LaToya Ruby Frazier (1982).

Donna, giovane e afroamericana, la Frazier predilige i temi dell’ingiustizia sociale, dell’inquinamento ambientale e della crisi economica negli States narrando, anche attraverso l’utilizzo di immagini della propria famiglia, l’inarrestabile decadenza del colosso americano. Argomenti peraltro in parte condivisi dai 30 autori, tra canadesi e statunitensi, che nella rassegna di Hannover offrono una panoramica della fotografia nordamericana degli ultimi 40 anni. Tra loro alcuni nomi celebri: Cindy Sherman, Walead Beshty, Carrie Mae Weems, Jeff Wall, Nan Goldin, Martine Gutierrez e Deana Lawson.

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