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Archeologia

«Petra bis»: i siti di Madain Saleh e Al-Ula

L'Arabia Saudita si accorda con la Francia per valorizzare due siti nabatei

Una delle tombe nabatee nel sito di Madain Saleh in Arabia Saudita. © Sammy Six/Wikipedia

Parigi. L’Arabia Saudita, che, stando ai dati dell’agenzia Reuters, stanzia 20 miliardi di dollari entro il 2035 per rilanciare il turismo punta sul sito di Madain Saleh, poco distante dalla città di Al-Ula, che con le sue 93 maestose tombe nabatee di 2mila anni è l’«altra» Petra (che si trova nella vicina Giordania). In questo progetto il Paese del Golfo ha la Francia come partner.

Il quotidiano «Le Figaro» ha fatto notare, nel suo numero del primo aprile, che il ministro della Cultura francese, Franck Riester, è volato ad Al-Ula il 10 febbraio scorso per incontrare il principe Mohammed bin Salman, in occasione della presentazione di un progetto di albergo scavato nella roccia disegnato dall’archistar Jean Nouvel. Un viaggio svoltosi con discrezione a pochi mesi dalla morte del giornalista saudita Jamal Khashoggi, assassinato nell’ambasciata di Istanbul, in Turchia, il 2 ottobre 2018.

La collaborazione con Riad rischia ora di imbarazzare Parigi. A gettare le basi di questa collaborazione era stato l’incontro del presidente Emmauel Macron con il principe bin Salman nella capitale saudita, nel novembre 2017. In prospettiva per Parigi un accordo simile a quello stipulato per il Louvre Abu Dhabi, basato su uno scambio: «savoir faire» contro finanziamenti.

I due responsabili politici hanno firmato l’accordo all’Eliseo nell’aprile 2018. A un team di archeologi francesi sono stati affidati gli scavi sul sito di Al-Ula, patrimonio dell’Unesco dal 2008. Ma soprattutto è stata affidata a Parigi la costruzione di un complesso museale che, scrive «Le Figaro», dovrà essere «tre volte più grande» del Louvre Abu Dhabi. La partnership, ancora in fase di negoziazione, potrebbe fruttare a Parigi «diversi miliardi di euro».

Intanto, Gérard Mestrallet, ex presidente del colosso energetico Engie, è stato nominato «inviato speciale» per Al-Ula. La sua missione è di firmare contratti con i sauditi. Parigi in cambio garantisce l’aiuto di 25 delle sue istituzioni culturali. Negli ultimi mesi diverse personalità del mondo della cultura francese si sono già recate sul posto. L’Institut du Monde Arabe, a Parigi, prepara una mostra su Al-Ula per l’autunno. Oggi il sito di Madain Saleh accoglie sui 40mila visitatori all’anno. L’obiettivo è di attirarne almeno 2 milioni.

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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