«Orfeo e le Sirene», l’appello di Francesco D’Andria: «Analisi per fugare ogni dubbio sull’autenticità»

È da ieri esposto al MArTA il gruppo scultoreo restituito all’Italia dal Getty. Ma sulla sua provenienza e antichità molti archeologi hanno espresso forti riserve

Il gruppo di «Orfeo e le Sirene» nel Museo dell’Arte salvata a Roma
Francesco D’Andria |  | Taranto

Mercoledì 5 aprile si è tenuta, presso il MArTA di Taranto, la cerimonia di presentazione al pubblico del gruppo statuario in terracotta indicato come «Orfeo e le Sirene», consegnato allo Stato italiano il 17 settembre 2022 dal Getty Museum di Los Angeles (Usa), grazie all’azione dei Carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc). Il Getty Museum ha dichiarato di aver acquistato l’opera negli anni Settanta del secolo scorso per una cifra di 550mila dollari, mentre il valore attribuito al gruppo sarebbe di circa 8 milioni di dollari. Il Museo asserisce inoltre che il gruppo statuario provenga «da un sito archeologico tarantino», e che sia stato rinvenuto, a seguito di attività di scavo clandestino, in località Lama.

Il gruppo statuario è stato attribuito, dai tecnici del Getty Museum, a scultori di Taranto e datato alla seconda metà del IV secolo a.C. Numerosi archeologi, italiani e stranieri, hanno espresso forti riserve sia sulla reale antichità delle tre statue in terracotta, sia sull’attribuzione all’arte di Taranto del IV secolo a.C.; a parte un articolo apparso sulla rivista «Ostraka» nel 1993, esse sono rimaste sostanzialmente inedite ed escluse da mostre importanti sui Greci in Occidente come quella del 1996 a Palazzo Grassi (Venezia), né sono state mai citate in alcuno dei sessanta volumi di Atti dei Convegni di Taranto sulla Magna Grecia.

Poiché le opere in questione sono ora esposte al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, una delle più prestigiose Istituzioni culturali del nostro Paese, ritengo indispensabile fugare ogni dubbio a questo proposito e, facendomi interprete del pensiero di numerosi colleghi, rivolgo al signor ministro della Cultura le seguenti richieste:

a) realizzare le analisi archeometriche utili a fornire agli studiosi validi elementi di valutazione; a questo fine il MiC potrà beneficiare delle ampie competenze dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, tramite una Convenzione ad hoc.
b) avviare, in contrada Lama a Taranto, una sistematica indagine topografica, al fine di accertare la presenza di contesti compatibili con il ritrovamento del gruppo di Orfeo.
c) mettere a disposizione degli studiosi e pubblicare la documentazione consegnata dal Getty Museum al MiC.

Questa richiesta ha l’unico obiettivo di attivare un costruttivo dialogo tra quanti sono interessati al patrimonio archeologico della Magna Grecia e di fugare ogni dubbio sulla reale antichità del gruppo di Orfeo e le Sirene e sulla sua appartenenza all’arte di Taranto che, nel IV secolo a.C., ha conosciuto una stagione di ineguagliabile splendore.

Francesco D’Andria è Linceo, Professore Emerito di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana, UniSalento

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