Nel Pnrr 6,68 miliardi di euro per Cultura e Turismo

Finalità: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura. Obiettivo: l’accesso universale al patrimonio

Un polittico in fase di digitalizzazione
Marta Cenini |

Dopo l’approvazione il 22 giugno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte della Commissione europea, l’Italia è ora in attesa dell’approvazione anche del Consiglio dell’Unione europea e del via libera definitivo dell’Ecofin previsto per il 13 luglio per poter così accedere alla prima tranche di finanziamenti, pari al 13% del totale (circa 25 miliardi di euro) tra prestiti e finanziamenti a fondo perduto.

Come ormai noto, il Pnrr è il programma di investimenti e riforme presentato dal Governo italiano al fine di accedere ai fondi del Next Generation Eu e ad altri finanziamenti europei, disposti al principale fine di superare la crisi derivata dalla pandemia e a rilanciare le economie nazionali. Nell’ambito della generale missione dedicata a Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, in particolare, il Pnrr ha destinato a Cultura e Turismo complessivamente 6,68 miliardi di euro suddivisi in quattro ambiti di intervento.

Una delle principali linee di azione riguarderà la digitalizzazione delle imprese culturali e creative e del patrimonio culturale e artistico. È significativo che le misure per la creazione di piattaforme digitali siano la principale voce della sezione dedicata al «Patrimonio culturale per la prossima generazione»: sembra chiaro che il Governo, così come la stessa Unione Europea, punti su sostenibilità e digitalizzazione con l’obiettivo di attuare quella trasformazione radicale della società e dell’economia necessaria per superare le sfide che ha posto la pandemia e quelle del prossimo millennio.

Si promuoverà dunque in particolare la digitalizzazione delle immagini delle opere d’arte ma anche di quanto custodito in archivi e biblioteche al fine di permettere un accesso universale al patrimonio artistico e culturale e di facilitarne la divulgazione. Sarà creata un’infrastruttura digitale nazionale che raccoglierà, integrerà e conserverà le risorse digitali, le quali saranno rese disponibili attraverso piattaforme dedicate.

Gli investimenti in digitalizzazione si pongono anche l’obiettivo di aiutare le imprese e gli operatori a sfruttare a pieno le potenzialità del digitale e delle nuove tecnologie. Si promuoveranno in primo luogo i processi di formazione «digitale», upskilling e reskilling del personale e degli operatori culturali, al fine sia di supportare l’ideazione di approcci innovativi nel settore sia di accrescere le capacità gestionali ed economiche degli operatori. Nel settore audiovisivo, si vuole favorire la transizione tecnologica e a questo riguardo si prevedono investimenti per rafforzare le capacità e le competenze professionali.

Il Pnrr sosterrà inoltre la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto da parte di imprese culturali/creative e start-up innovative, con l’obiettivo finale di stimolare un’economia basata sulla circolazione della conoscenza. Questa strategia è in linea con le missioni della politica culturale dell’Eu e con la nuova agenda europea della cultura.

In attuazione dell’art. 167 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione, l’Unione ha infatti avviato specifiche iniziative e investimenti con gli obiettivi, tra gli altri, di promuovere la transizione digitale delle imprese culturali e creative (Icc) e la conservazione in rete del patrimonio culturale europeo per garantirne l’accesso universale.

È già attiva la piattaforma digitale Europeana per il patrimonio culturale europeo e il programma Europa Creativa mira anche ad aiutare i settori culturali e creativi a cogliere le opportunità dell’era digitale e della globalizzazione. La strategia Digital4Culture promuove poi la creazione di un Cultural Heritage Cloud, incentivando le sinergie con i programmi Europa Digitale e Orizzonte Europa. Il Pnrr, infine, prevede investimenti per la creazione di un Hub del Turismo digitale che dovrà fungere da volano per una comunicazione di qualità del patrimonio culturale del nostro Paese.

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