«In termini di finanziamenti la moda è l’ultima spiaggia»

Bruno Muheim |

Ho letto con grande interesse il vostro articolo intitolato «Cosi la moda usa l’arte» (cfr. lo scorso numero, p. 1). Certo il titolo volontariamente acceso esacerba un po’ il contenuto più mite, ma mi sembra che le basi di riflessione dell’articolo potrebbero anche essere altre e diverse. Dovremmo parlare di patrimonio storico piuttosto che di arte pura, e di quali sono oggi le possibilità di mecenatismo e, ancora, all’interno di queste, quale è la parte di pertinenza dei finanziamenti al mondo dell’arte. Vedremmo cosi che è molto più l’arte che usa la moda. La situazione è totalmente cambiata negli ultimi vent'anni. Olivetti, Fiat e Eni, tra gli altri, erano gli sponsor attivi e potenti, impegnati a favore di tutte le grandi mostre e di una grande quantità di restauri.

Tutte le banche e casse di risparmio investivano cifre consistenti nel campo del patrimonio e della sponsorizzazione
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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