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Aste

Il primo semestre delle case d’asta in Italia | International Art Sale

I risultati nel periodo della pandemia

Diamante taglio rettangolare, privo di montatura, ct 5,01, aggiudicato a 29.856 euro

Considerata la situazione dell’ultimo semestre, i risultati delle aste rimandano una fotografia ottimista: 93.436.615 euro sono una cifra di tutto rispetto, che somma i risultati delle 21 case d’asta che hanno fornito i propri dati. La rete ha fornito immediatamente un supporto valido, con continue migliorie, e tutte, indistintamente, le case d’asta hanno abbracciato i cambiamenti che la tecnologia ha offerto, mentre anche i collezionisti più restii si sono messi al passo con un futuro digitale.

L’interessante panorama che ne risulta racconta di un’Italia che ha ancora voglia di esplorare i mille mondi dell’arte in cui le passioni per il bello declinato sono sempre vive. Alcune case d’asta hanno deciso di affrontare un lockdown anche professionale, altre hanno preferito aspettare e vedere, altre ancora forniscono solo dati annuali. Nessuno ha mai cessato di lavorare e raccogliere lotti per le future aste. Tutti sono in attesa del ritorno alla fisicità e alle emozioni dal vivo.

International Art Sale è specializzata in gioielli, e ha tenuto tre aste che hanno totalizzato 1.155.800 euro. L’amministratore Gianfranco Saccucci osserva: «Per le aste del primo semestre abbiamo rilevato un leggero incremento rispetto allo stesso periodo del 2019. Nell’asta del 24 giugno, i gioielli dei lotti dal 161 al 218 provenivano dalla collezione di un importante personaggio femminile del mondo dello spettacolo cinematografico degli anni ’60-80, e per sua volontà il ricavato doveva essere devoluto alla Fondazione IEO-CCM di Milano; tutti i lotti sono stati venduti con un notevole incremento rispetto alle riserve.

La mancanza di lavoro e liquidità porta spesso molte persone a vendere i “gioielli di famiglia”; non dicono che hanno necessità ma è ciò che percepisco. I compratori sono sempre più selettivi e acquistano solo oggetti vendibili di cui spesso hanno una richiesta di un probabile acquirente
».

Michela Moro, da Il Giornale dell'Arte numero 411, ottobre 2020

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