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«Firenze è la città italiana che spende di più per la cultura»

Lo dice il sindaco Nardella alla presentazione del nuovo Masterplan del centro storico

Una delle facciate di Palazzo Strozzi a Firenze. Foto di Alessandro Moggi

Firenze. «Firenze è in assoluto la città italiana che spende di più per la cultura. Per il 2019 abbiamo stanziato ben 2 milioni in più, che contribuiranno a realizzare iniziative tese a scoraggiare il turismo "mordi e fuggi" restituendo alla collettività spazi e attività del centro storico, evitandone la musealizzazione»: questa la dichiarazione del sindaco Dario Nardella in occasione della presentazione del nuovo Masterplan degli Spazi Culturali del Centro Storico, che si oppone alla crescente «gentrificazione» accrescendo di 16mila metri quadrati le dotazioni culturali rivolte ai cittadini e al turismo di qualità tramite riqualificazione, ridestinazione e ampliamento di sei significative realtà.

Accade così che una delle più prestigiose istituzioni fiorentine, il Gabinetto Vieusseux, lasci non solo Palazzo Strozzi, incrementandone grazie a 1.200 metri quadrati il nevralgico ruolo di centro internazionale dedicato alle grandi mostre temporanee, ma anche Palazzo Corsini Suarez in via Maggio, destinato ad accogliere attività istituzionali del Comune. Il celebre Gabinetto sarà infatti accorpato in una nuova sede di oltre 3.500 metri quadrati, distribuiti a vari livelli e appositamente riqualificati, all’interno della Caserma Mameli nel complesso di Santa Maria Novella, tra i progetti più ambiziosi lanciati dal Comune.

L’ex caserma ospiterà infatti anche l’ampliamento dell’attuale museo, comando dei Carabinieri, visitor centre, spazi per eventi e la formazione e soprattutto circa 4mila metri quadrati di social housing per riportare residenti nel centro storico, principalmente famiglie e giovani coppie di quella «fascia grigia» che fatica a mantenersi. Il modello è quello, riuscitissimo e pluripremiato, della riqualificazione dell’ex carcere delle Murate.

In piazza Santa Maria Novella è anche previsto l’ampliamento del Museo Novecento in spazi però tuttora da decidere e acquisire. Il Masterplan dedica poi particolare attenzione allo spettacolo. Configura infatti l’ex Tribunale di San Firenze come Palazzo delle Arti e dello Spettacolo grazie alla cessione di alcuni spazi alla Fondazione Andrea Bocelli, che potrà così collaborare con la Fondazione Franco Zeffirelli, mentre l’ex Teatro dell’Oriuolo sarà dedicato alle nuove tecnologie visive digitali strutturando un rapporto di collaborazione con un’altra riuscita operazione del Comune nel centro storico, l’antistante e frequentatissima Biblioteca delle Oblate.

Elena Franzoia, da Il Giornale dell'Arte numero 395, marzo 2019


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