«Equipollenza»: l’araba fenice dei restauratori

Edek Osser |  | Roma

Lo dicono leggi e decreti, tutti si dichiarano d’accordo: i diplomi dei restauratori usciti prima del 2009 dalle scuole di Alta Formazione (Saf) del Mibact, l’Istituto Centrale del Restauro (ora Iscr) e l’Opificio delle Pietre Dure (Opd) di Firenze, sono «equipollenti» a una laurea magistrale (quella universitaria istituita nel 2011 e chiamata Lmr/02). Ma c’è qualcosa che ostacola quella parità formale: manca infatti ancora un documento ufficiale, che sancisca lo status, la professionalità e i diritti di questi restauratori d’eccellenza. Mibact e Miur non si decidono a metterlo nero su bianco.

Misteriosi i motivi. Gelosie universitarie? Conflitti di competenza tra i due Ministeri? Tutti assicurano che non ce n’è bisogno, che ogni cosa è già chiara. Ma resta invece un fondo opaco, poco tranquillizzante. Eppure si tratta di evitare equivoci, dubbi, ricorsi, come per il diritto a partecipare ai concorsi ma
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