... e paesaggista

Henri Cartier-Bresson, «Brie, France, 1968». © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos
Chiara Coronelli |  | Bard (Ao)

Alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendii e corsi d’acqua: sono questi i capitoli nei quali sono suddivise le 105 fotografie di «Henri Cartier-Bresson. Landscapes/Paysages», la mostra realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con Magnum Photos International e la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi.

Allestita fino al 21 ottobre negli spazi delle Cantine della fortezza ottocentesca e curata da Andréa Holzherr, si concentra sui paesaggi rurali e urbani ripresi da HCB tra Europa, Asia e America, dagli anni Trenta ai Novanta. Eppure, anche quando l’ambiente e la natura sembrano protagonisti, la presenza umana è spesso richiamata nell’inquadratura, ne diviene un passante, come spiega Erik Orsenna nella prefazione al volume che dà il titolo alla mostra, pubblicato da Delpire nel 2001: «L’essere umano invitato dal fotografo a entrare in scena lascia la sua
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