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Musei

È di Toyo Ito l’Ermitage di Barcellona

Dopo Amsterdam, la nuova «antenna» russa nella capitale catalana

Toyo Ito. Foto di Yoshiaki Tsutsui

Barcellona (Spagna). Il museo Ermitage di San Pietroburgo aprirà una nuova sede a Barcellona, nella zona del porto. Il giapponese Toyo Ito, Pritzker Prize nel 2013, firma il curvilineo progetto che sostituisce le linee più classiche e tradizionali dell’architetto spagnolo Íñigo Amézola, incaricato del progetto in un primo momento.

Costruito in vetro e cemento bianco, l’edificio di Toyo Ito non supererà i 25 metri d’altezza e avrà una superficie edificata di 16mila metri quadrati, di cui 12mila utili, suddivisi in tre livelli più il sotterraneo. Il percorso espositivo si svilupperà intorno a un grande vestibolo centrale da cui parte una scala che segue la linea sinuosa delle pareti. Oltre alle sale d’esposizione, ci saranno un auditorium da 300 posti, un ristorante, un negozio e una terrazza esterna che si potrà utilizzare per alcune mostre temporanee.

Oggetto di polemiche e controversie fin dall’inizio, il progetto deve ancora superare lo scoglio del rifiuto della sindaca Ada Colau, che non si decide a concedere i permessi necessari. Nonostante il successo riscosso dalla sede dell’Ermitage Amsterdam, aperto nel 2014, Colau dice di non essere convinta della fattibilità dell’iniziativa e della sua sostenibilità, e di temere l’aumento della pressione turistica sul quartiere della Barceloneta.

Con l’ingaggio di una star internazionale come Toyo Ito, il preventivo ha raggiunto i 52 milioni di euro che possono ancora aumentare. Interamente privato, il progetto è finanziato dalla società svizzera-lussemburghese Varia che controlla l’80% delle azioni, mentre il 20% restante appartiene al promotore, il progettista Ujo Pallarés (fondatore nel 1999 dello studio Ujo+partners nonché presidente del board di Cultural Development Barcelona) impegnato proprio nell’Ermitage Barcelona, che ha firmato un accordo di 50 anni con la casa madre russa.

Per il momento non è prevista la partecipazione di nessuna istituzione pubblica. Secondo le previsioni il museo potrebbe superare il milione di visitatori fin dal primo anno e, se non ci sono nuovi intoppi, si prevede di inaugurarlo verso la fine del 2020.

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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