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Restauro

È dello Spisanelli l’ultimo dei Quadri sacri di Carisbo

Il progetto biennale della fondazione volto al recupero del patrimonio artistico emiliano

«Visita della Madonna a santa Elisabetta» di Vincenzo Spisanelli dopo il restauro (particolare)

San Benedetto Val di Sambro (Bo). La Fondazione Carisbo ha presentato l’ultimo restauro (in ordine di tempo) di «Quadri sacri», un progetto biennale volto al recupero del patrimonio artistico del territorio, voluto dall’ente ex bancario in collaborazione con l’Ufficio Beni culturali ecclesiastici della Curia arcivescovile di Bologna e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Il restauro, curato da Angelo Mazza, conservatore delle Collezioni d’arte e di storia della Fondazione Carisbo ed eseguito da Alberto Rodella, ha riguardato il dipinto del pittore piemontese Vincenzo Spisanelli (Orta San Giulio 1595 - Bologna 1662) raffigurante la «Visita della Madonna a santa Elisabetta», custodito nella locale Chiesa di Sant’Andrea.

Vincenzo Spisano, detto lo Spisanelli, svolse il suo apprendistato presso Denijs Calvaert e svolse quasi per intero la carriera a Bologna, nel cui territorio sopravvivono varie opere in chiese e collezioni mentre altri lavori sono conservati a Parma, nel Modenese, in Romagna e nelle Marche. L’opera su cui si è intervenuti recuperando quando più possibile la pellicola pittorica aveva danni ancora risalenti al secondo dopoguerra: in precedenza era considerato un capolavoro di notevole importanza tanto da essere classificato a fine Seicento come opera di Guido Reni.

Il progetto «Quadri sacri» ha già permesso il restauro di altre sette opere: »Madonna con Bambino e santi» di Giuseppe Carlo Pedretti, e «Madonna con il Bambino e san Vincenzo Ferreri», di pittore bolognese della I metà del XVIII secolo, entrambe del Seminario Arcivescovile di Bologna, «Madonna con il Bambino e santi» di Gaetano Gandolfi, della Chiesa di San Michele dei Leprosetti di Bologna, «Natività della Vergine» di Ercole Procaccini, della Chiesa di Santa Maria di Quaderna di Ozzano dell’Emilia, «Trinità con santi» di Giacomo Cavedoni, della Chiesa di San Michele Arcangelo a Cenacchio di San Pietro in Casale, «Apparizione della Vergine a san Domenico» di Lavinia Fontana, della Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Gemma Galgani di Casteldebole, e, infine, «Ritratto dell’arciprete don Pio Bolognesi» di Angelo Crescimbeni, della Chiesa di San Giovanni Battista di Minerbio.

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 400, settembre 2019


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