È campano il primo Ecosistema Digitale Cultura

L’intero patrimonio culturale regionale è al centro di un grande e innovativo processo di digitalizzazione

Il Duomo di Salerno
Olga Scotto di Vettimo |

I patrimoni culturali della Campania, grazie al digitale, sono ora accessibili e consultabili sulla piattaforma «Ecosistema Digitale Cultura Campania», dedicata ai beni culturali regionali (pubblici e privati), sviluppata secondo il paradigma degli «ecosistemi digitali» definiti secondo le linee guida dell’Agenda Digitale di Europa 2020 e in ottemperanza con quanto indicato nel Piano Nazionale Crescita Digitale e nel Piano Nazionale per l’Informatica. Con un progetto di «Digital Heritage», partito nel 2018 e finanziato dal POR Campania FESR 2014-2020 – Asse 1 e Asse 2), la Regione Campania sta lavorando a trasferire in digitale parte dei propri beni culturali, materiali e immateriali, su una piattaforma web di pubblico dominio.

«Il patrimonio artistico culturale della Regione Campania è immenso e dal valore inestimabile», commenta Rosanna Romano, Direttore Generale della Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo. «Nel 2018 ci siamo posti come obiettivo strategico digitalizzare questo straordinario patrimonio e renderlo fruibile a tutti. Abbiamo dunque realizzato il progetto Ecosistema che oggi è diventato un vero e proprio programma, che ha avuto un inizio, ma che sarà sempre attivo e in continua evoluzione essendo talmente ampio, complesso e articolato per le tante rappresentazioni del patrimonio culturale regionale». «Ecosistema Digitale Cultura Campania» nasce dall’integrazione di tre progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale campano: Sistema Informativo Culturale - Move to Cloud; ArCCa-ARchitettura della Conoscenza CAmpana; Biblio_ArCCa-ARchitettura della Conoscenza CAmpana per Archivi e Biblioteche.

La Regione Campania ha già pubblicato su «Ecosistema Digitale Cultura Campania» parte del patrimonio. È disponibile online da marzo 2020 in versione beta, per offrire esperienze di arte e cultura durante il lockdown, consente l’accesso ai contenuti in fase di implementazione del Sistema Informativo Culturale-Move To Cloud, dove sono già fruibili 21 attrattori culturali afferenti al Ministero della Cultura tra musei, parchi archeologici, archivi e biblioteche; schede del Centro Regionale per i Beni Culturali della Campania; contenuti dell’«Atlante del Cinema in Campania» (un repertorio di film legati al territorio, in collaborazione con Fondazione Film Commission); la Mediateca dello Spettacolo (sui materiali relativi al teatro in Campania, in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival).

Infine, la sezione «Eventi Culturali», realizzata in collaborazione con Scabec, valorizza rassegne e appuntamenti culturali, come si è verificato in occasione della presentazione di Procida Capitale della Cultura 2022, quando è stato possibile effettuare tour virtuali dei luoghi più rappresentativi dell’isola. Per ciascuna delle aree tematiche, la piattaforma dà accesso a contenuti testuali, visivi e multimediali, sotto forma di schede, immagini, video, mappe georeferenziate, ricostruzioni 3D, realtà immersiva.

«Al progetto Ecosistema Digitale Cultura Campania partecipano tutti i grandi attrattori culturali del territorio così come gli enti in house, continua Rosanna Romano. Con la Fondazione Campania dei Festival abbiamo realizzato la Mediateca dello Spettacolo: dedicata alle arti performative, raccoglie materiale catalografico e fotografico relativo a spettacoli e progetti teatrali che hanno animato il territorio campano negli anni. In collaborazione con la Fondazione Film Commission Regione Campania abbiamo realizzato l’Atlante del Cinema che indica i titoli più prestigiosi girati e prodotti in ambito regionale e i luoghi maggiormente iconici della storia del cinema. La sezione dedicata agli Eventi Culturali, realizzata in collaborazione con la Scabec, è volta a valorizzare il lavoro di tutti gli operatori che contribuiscono a rendere fruibile il patrimonio e le attività culturali attraverso gli eventi e le rassegne organizzate durante l’anno».

La Scabec - Società Campana Beni Culturali agisce direttamente su ArCCa-ARchitettura della Conoscenza CAmpana e Biblio_ArCCa-ARchitettura della Conoscenza CAmpana per Archivi e Biblioteche. Gli ambiti di applicazione e sperimentazione del progetto ArCCa sono stati selezionati in base a una logica di scelta incentrata sulla differenziazione dei contesti e del relativo patrimonio, sia per periodo storico (dall’archeologico al contemporaneo) sia per tipologia di bene (audio, video, immagini, oggetti di arte sacra, tele, sculture, manoscritti) sia per contesto stesso di applicazione. In tutti i contesti tematici del progetto la digitalizzazione non è solo conversione dall’analogico al digitale di fotografie, nastri magnetici, copertine di dischi, spartiti musicali, manoscritti, carteggi, disegni, cataloghi eccetera, ma anche un potente strumento per promuovere una fruizione che attraverso le tecnologie avanzate offra esperienze immersive di incomparabile suggestione sensoriale.

«In questo senso la Regione Campania, per scelta del suo presidente, ha anticipato e preceduto le decisioni che successivamente sono state fatte proprie anche dal Ministero», spiega Antonio Bottiglieri, Amministratore Unico di Scabec, società in house della Regione Campania. «Una scelta che conferma ancora una volta quanto il tema della cultura sia di fondamentale importanza nelle decisioni politiche dell’attuale Governo della Campania. All’interno di questo scenario, l’azione di Scabec si estende all’organizzazione e alla gestione della transizione in digitale del patrimonio culturale del territorio campano. Arte, paesaggio, teatro, cinema, musica, archeologia, reperti e testimonianze della storia politica e religiosa: tutti i beni culturali, materiali e immateriali, vengono resi disponibili e narrati in modo innovativo. Quest’opera, a cui stanno lavorando molte professionalità di competenze umanistiche e tecnologiche, mira anche a tutelare, in forma digitale, il patrimonio dall’usura del tempo consegnandolo alla fruizione di tutti».

Tra gli interventi realizzati per il progetto ArCCa, la sezione Archeologia (curata dalla professoressa Angela Pontrandolfo) mira a tracciare un percorso legato ai diversi aspetti delle forme culturali nel tempo delle comunità della Campania antica. Terrecotte architettoniche, lastre tombali dipinte, sculture, disegni e rilievi, intere porzioni di aree archeologiche, verranno fotografate, catalogate e inserite in un sistema che ristabilisce il legame tra il reperto e il luogo da cui proviene, in modo da far dialogare i dati reciprocamente e creare innumerevoli possibilità di raccontare la storia antica.

Il segmento del progetto riferito agli Archivi di Arte Contemporanea in Campania (a cura di Renata Caragliano), mette insieme attività di ricerca e innovazione in tema di dematerializzazione di opere, documenti (rassegna stampa, manifesti, foto, mostre ecc.) e ambienti espositivi con tour immersivi in 3D, inerenti a diversi patrimoni, pubblici e privati, provenienti dall’Archivio Amelio-Santamaria, dall’Archivio Lia Incutti Rumma, Archivio Fondazione Morra-Greco, Archivio Marina Vergiani, Archivio Fondazione Filiberto e Bianca Menna, Archivi Fondazione Morra, Archivio Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee - Museo Madre e Archivio di Castel Sant’Elmo.

Così questi archivi d’arte, posseduti da fondazioni, musei, gallerie, privati, si raccontano fra descrizione e narrazione, restituendo storia e storie delle più importanti sperimentazioni artistiche contemporanee avvenute in Campania dal 1960 in avanti. La sezione che si occupa della Musica (a cura di Pasquale Scialò) consentirà di creare in digitale un fondo sonoro, fruibile dal portale dedicato SoNa, che virtualmente attraversa tutte le culture musicali della Campania, senza gerarchie o divisioni tra musica colta e popolare, tra la musica scritta e quella di tradizione orale. Per il Teatro Trianon Viviani verrà realizzata «La Stanza delle Meraviglie», dove fruire in maniera immersiva il patrimonio sonoro, a cui si aggiunge una «La Stanza della Memoria», una mediateca con postazioni multimediali.

Sono inclusi anche due grandi progetti di rete museale: Le attività di digitalizzazione di Via Duomo, La Strada dei Musei (Napoli),che nasce dalla necessità di creare una sinergia tra gli otto siti museali che insistono su via Duomo: il Museo Civico Gaetano Filangieri, il Complesso museale di San Severo al Pendino, il Pio Monte della Misericordia, il Madre-Museo d’arte contemporanea Donnaregina, ilCartastorie - Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli il Complesso Museale Donnaregina Museo Diocesano, il Complesso Monumentale dei Girolamini e il Museo del Tesoro di San Gennaro.

Il progetto ha come obiettivo trasformare un’iniziativa che parte da una singola strada, in un modello di turismo smart, mettendo in rete tra loro le realtà museali che possono essere idealmente riunite in un unico percorso virtuale che consentirà al visitatore di muoversi su una linea del tempo dall’età greco-romana a oggi. All’interno di questo scenario si inserisce la smaterializzazione di campania>artecard, il pass per scoprire i luoghi della cultura in Campania e viaggiare sulla rete dei trasporti pubblici inclusi nel consorzio UnicoCampania.

Il progetto prevede la totale dematerializzazione dei pass (attiva dall’estate 2021) con la realizzazione della piattaforma di vendita della Regione Campania, l’integrazione del titolo dei trasporti in digitale e l’utilizzo di una innovativa app per smartphone. Campania Artecard diventa così sempre più un hub di accesso alla conoscenza del patrimonio culturale campano, aiutando il fruitore nella sua visita, agevolando accessi e migliorando la qualità dell’esperienza della visita in Campania.

Infine, nel progetto Biblio_ArCCa (a cura di Giovanni Di Domenico) vengono digitalizzati i ricchi patrimoni di Biblioteche e Archivi storici della Campania, di proprietà pubblica, privata ed ecclesiastica. Si tratta di un lavoro combinato e sinergico: esperti di materie e discipline classiche legate alla conservazione e tutela dei beni culturali e specialisti in professioni informatiche in senso stretto si occupano del trattamento digitale di ogni forma di documentazione, dalle pergamene alle fotografie, dagli spartiti antichi di canti religiosi alle registrazioni musicali su nastro magnetico: manoscritti autografi, codici miniati, libri a stampa ante e post 1830, mappe e carte geografiche.

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