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«C’è una piccola Europa qui, nel cuore dell’Europa»

Il Trentino Alto Adige/Südtirol nella visione del presidente Arno Kompatscher

Un concerto di una passata edizione del Südtirol Jazz Festival Alto Adige

Bolzano. Il Trentino Alto Adige ha un’offerta culturale composita, fatta di musei, festival e iniziative dall’alto valore scientifico. Costituita dalle due Province Autonome di Trento e Bolzano, questa regione è un unicum in Italia a livello organizzativo. La sola giunta altoatesina conta infatti tre assessorati alla cultura (tedesca, italiana e ladina). Ne parla Arno Kompatscher, presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e attuale presidente della Regione (in virtù di un sistema a rotazione).

Due Province autonome, tre Assessori alla Cultura nel solo Alto Adige/Südtirol. La frammentazione può essere un valore?

Quella che all’esterno può apparire come frammentazione è in verità l’insieme delle tante realtà che creano sul territorio una grandissima ricchezza culturale, da tutelare ed esaltare. Nella nostra provincia oltre ai tre gruppi linguistici principali (tedesco, italiano e ladino) vivono anche cittadini delle più diverse etnie. Ogni gruppo linguistico ha la propria cultura che va rispettata e incentivata nel suo sviluppo in armonia con le altre. La ricchezza del nostro territorio non consiste nel livellare le differenze, ma nella consapevolezza delle peculiarità e del valore di ognuno. Mi piace paragonarci a una piccola Europa in Europa, un ponte tra culture e lingue che collegano il Mediterraneo al Mare del Nord. Questo nostro ruolo di punto d’incontro tra due culture si riflette anche nel nostro variegato panorama culturale, che può trarre il meglio sia dall’ambito italofono che da quello germanofono e mitteleuropeo, esaltando così le armonie e i contrasti che nascono da questi accostamenti, fonti essi stessi di crescita culturale.

Le due Province Autonome non sono state interessate dalla riforma del Mibac. Sono previste delle riforme?

I musei della Provincia Autonoma di Bolzano e la struttura provinciale che li coordina lavorano in stretto contatto con il Mibac, a maggior ragione adesso, con Antonio Lampis, di origine bolzanina, a capo della Direzione generale Musei del Mibac e ancora coinvolto in diverse commissioni museali locali come la Consulta museale provinciale. Nei prossimi mesi è prevista l’adesione dei musei provinciali al Sistema museale nazionale e il conseguente inserimento in tale rete di musei e luoghi della cultura con il fine di migliorare il sistema di fruizione, accessibilità e gestione sostenibile dell’intero patrimonio culturale e di rafforzare la già buona collaborazione con le altre realtà nazionali.

In passato la regione ha ospitato Manifesta in partnership con Venezia e insieme si sono candidate a Capitale Europea della Cultura 2019. C’è il progetto con l’Austria dell’euroregione Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. In ambito culturale, quali sono i progetti condivisi e concreti per il futuro?

Esaminando l’ambito culturale della Provincia Autonoma di Bolzano e i suoi rapporti con il Tirolo e la Provincia Autonoma di Trento, non si può dimenticare che i tre territori hanno fatto parte, per più di 700 anni, della Contea del Tirolo. La vicinanza in ambito culturale è innegabile e naturale. L’euroregione Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, che riunisce le tre entità territoriali, è un eccellente mezzo per portare avanti importanti progetti culturali comuni, tra cui la realizzazione nel 2021 di un anno tematico dei musei sull’argomento «transito - mobilità - traffico». La collaborazione tra i territori sa declinarsi inoltre secondo le diverse peculiarità storiche ed etnico-culturali dell’euroregione: gli stretti rapporti di collaborazione transfrontaliera trovano espressione, ad esempio, nell’ambito dei cori e nella promozione di altri eventi culturali di respiro mitteleuropeo. È altrettanto forte la cooperazione in ambito più propriamente italofono, che ha fatto nascere progetti innovativi portati avanti con la Provincia Autonoma di Trento. Un esempio è «Passo Nord», un progetto di residenze artistiche presentato poche settimane fa, che vede la collaborazione delle due Province autonome con il Mibac. La diversità culturale presente in Alto Adige e nell’euroregione riesce a essere fonte di crescita per tutto il territorio, fornendo sia risposte alle singole esigenze dei diversi gruppi etnici, sia un’offerta culturale che stringe legami e rimandi oltre i confini che dividono Tirolo, Alto Adige/Südtirol e Trentino.

Il sistema culturale del territorio vede coinvolte istituzioni pubbliche, fondazioni bancarie e privati cittadini imprenditori e collezionisti. È un meccanismo virtuoso.

Abbiamo la fortuna di vivere in una realtà in cui i rapporti personali hanno un grande valore, grazie anche alle dimensioni e alle caratteristiche del nostro territorio. La Provincia di Bolzano conta all’incirca 530mila abitanti, l’identità dei quali in buona parte si fonda su tradizioni agricole e artigiane in cui la stretta collaborazione tra individui e il senso di comunità sono fondamentali. Pertanto, soprattutto in ambito rurale e montano, possiamo contare su un forte tessuto sociale, che rappresenta una straordinaria ricchezza. Imprenditori, fondazioni e privati ma anche i singoli cittadini condividono quindi un sentito senso di responsabilità verso la collettività e si impegnano nell’incentivazione di attività culturali e sociali e nel volontariato. Ciò vale più di qualsiasi altro investimento.

La Provincia Autonoma di Bolzano ha una spiccata vocazione turistica legata al paesaggio. Cultura e turismo in che modo interagiscono?

Da un paio di anni la cultura e il turismo stanno interagendo maggiormente in Alto Adige/Südtirol, anche se rimane ancora molto potenziale da sviluppare in questo senso. Il nostro territorio è già «casa» di importanti festival ed eventi culturali che attirano tanti spettatori sia del posto sia provenienti da fuori i confini provinciali. Esempi di spicco in questo senso sono il Südtirol Jazz Festival Alto Adige, il Festival Transart e il Bolzano Festival Bozen, che programmano le proprie eccellenti attività culturali in diversi luoghi della provincia. Attraverso l’interazione tra paesaggio, architettura, arte e cultura gli eventi fungono da occasione di conoscenza e di interazione con i luoghi più suggestivi del nostro territorio, costituendo esperienze profonde e autentiche, che possono andare a beneficio, oltre che dei fruitori culturali, anche dell’intero sistema turistico.

La Città di Bolzano sta pensando a un nuovo quartiere museale?

L’idea del nuovo quartiere museale nasce dalla necessità di trovare spazi adatti a ospitare adeguatamente e rendere visitabile il grande patrimonio museale del territorio. Non si può in questo senso non citare il grande successo del Museo Archeologico dell’Alto Adige che ospita Ötzi, la Mummia del Similaun. La sua sede è attualmente sita in un edificio storico nel centro di Bolzano, sicuramente troppo piccola per accogliere i 300mila visitatori che ammirano ogni anno la famosa mummia di 5mila anni dell’uomo venuto dal ghiaccio. Questo grande afflusso di visitatori rende oltretutto impossibile dare la meritata visibilità alle altre epoche dell’archeologia altoatesina, che non trovano posto negli attuali esigui spazi museali. Una situazione non sostenibile nel lungo periodo, né da un punto di vista culturale né educativo. La Giunta provinciale sta pertanto lavorando per trovare una nuova soluzione dove ospitare gli spazi museali. In questi ragionamenti va sicuramente tenuto conto che Bolzano non ha le necessarie caratteristiche urbanistiche per poter vedere sorgere al suo interno un vero e proprio quartiere museale, come quelli di Vienna o Berlino: la densità dei suoi edifici storici non lo permette. Tuttavia, la già esistente vicinanza tra il Museo Civico, il Museion (Museo di Arte Contemporanea) e il Museo Archeologico potrebbe essere esaltata da motivi architettonici e di design comuni e arrivare a comporre una sorta di «miglio museale», a beneficio dei visitatori, della divulgazione culturale, della città e della provincia tutta.

Mariella Rossi, da Il Giornale dell'Arte numero 399, agosto 2019


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