«Senza titolo #462» (2007/2008), di Cindy Sherman. © Cindy Sherman. Foto: Cindy Sherman e Hauser & Wirth

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«Senza titolo #462» (2007/2008), di Cindy Sherman. © Cindy Sherman. Foto: Cindy Sherman e Hauser & Wirth

La relazione ambivalente tra Cindy Sherman e la fotografia di moda

Dopo Stoccarda arriva alla Sammlung Falckenberg di Amburgo una mostra incentrata sul rapporto dell’artista americana con il fashion

Da diversi anni l’artista, fotografa e regista statunitense Cindy Sherman (New Jersey, 1954) campeggia nella top five dei 100 artisti viventi più influenti, richiesti e quotati, della «Kunstkompass», pubblicata alla fine di ogni anno dalle riviste tedesche «Capital» e «Weltkunst».

Nel 2022 Sherman era in ottima compagnia, al fianco della coetanea Rosemarie Trockel e dei soliti Bruce Nauman, Georg Baselitz e Gerhard Richter. Da quasi 50 anni, a partire dal lavoro di svolta della sua carriera, la raccolta «Untitled Film Stills» (serie di 70 fotografie di sé stessa in bianco e nero che evocano i tipici ruoli femminili nei media performativi e nei film popolari di serie B degli anni Settanta), l’artista, nota in tutto il mondo per i suoi autoritratti concettuali, fa della moda e delle sue rappresentazioni il soggetto principale del suo lavoro.

Le numerose partecipazioni a riviste cult come «Vogue» e «Harper’s Bazaar» e la stretta collaborazione con famosi stilisti e brand del mondo della moda internazionale sono da sempre fonte di ispirazione per la sua arte, punto di partenza per considerazioni e domande critiche sui temi dell’identità, del genere, dell’età e su tutti gli stereotipi che vi fanno capo, di cui ama sottolineare con ironia l’artificiosità, ma anche la mutevolezza, ovvero quella che oggi viene meglio definita «fluidità».
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Questo rapporto ambivalente di Sherman con il mondo della moda è al centro della mostra «Cindy Sherman: Anti-Fashion» che le Deichtorhallen ospitano presso la Collezione Falckenberg, dal 7 ottobre al 3 marzo 2024, già curata da Alessandra Nappo per la Staatsgalerie di Stoccarda e frutto di una collaborazione con lo studio newyorkese di Sherman e la Galleria Hauser & Wirth.

L’interesse dell’artista per il mondo della moda rivela un atteggiamento sovversivo nei confronti di ciò che esso rappresenta: attraverso l’umorismo e la messa in scena, le sue immagini diventano parodie della fashion photography, con figure che sfidano ciò che è socialmente considerato desiderabile e in questo modo smantellano le nozioni usuali di bellezza e alta moda. Le sue foto commentano anche l’invecchiamento nella nostra società e le nuove possibilità di abbellimento attraverso il digitale e gli interventi chirurgici, mostrando come la violenza e la crudeltà siano in gioco anche sotto la superficie lucente dell’industria della moda.

«Senza titolo #588» (2016-2018), di Cindy Sherman. © Cindy Sherman. Foto: Cindy Sherman e Hauser & Wirth

Francesca Petretto, 06 ottobre 2023 | © Riproduzione riservata

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