«The Hop» (2022) di Jill Bradley. Cortesia dell’artista e Hayward Gallery, Londra. Foto Thierry Bal

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«The Hop» (2022) di Jill Bradley. Cortesia dell’artista e Hayward Gallery, Londra. Foto Thierry Bal

I grandi numeri di Frieze

Il colosso londinese, che ha acquisito anche The Armory Show ed Expo Chicago, conta il doppio degli espositori di Paris+ par Art Basel

Ritorna dall’11 al 15 ottobre l’appuntamento londinese di Frieze e Frieze Masters nel tradizionale scenario di un Regent’s Park immerso nel fascino di inizio autunno. Molto numerosa la partecipazione delle gallerie (ben 301) distribuite tra Frieze, abitualmente dedicata al contemporaneo maggiormente «cutting edge», con 166 gallerie, e Frieze Masters che ha un’offerta temporalmente più diversificata con 135 gallerie.

Sebbene non siano i numeri a fare la qualità, salta comunque all’occhio che Paris+ par Art Basel, che inaugura 4 giorni dopo la competitor londinese, conta praticamente la metà degli espositori. La presenza italiana, di alta qualità, prevede 6 gallerie a Frieze (Clima, Massimo De Carlo, Franco Noero, Lorcan O’Neill, P420 e Lia Rumma) e 8 gallerie a Frieze Masters (Tommaso Calabro, Cardi, Continua, M77, Martini e Ronchetti, Mazzoleni, Robilant+Voena e Tornabuoni).

Il programma curato, fulcro delle celebrazioni per il ventesimo anniversario di Frieze London, prevede una serie di collaborazioni con importanti organizzazioni artistiche e istituzioni pubbliche, tra cui un progetto speciale con Outset e un nuovo programma cinematografico off-site all’Ica (Institute of Contemporary Arts).

Queste collaborazioni si affiancano alla sezione speciale «Artist-to-Artist» della fiera in cui otto noti artisti propongono un collega per una mostra, a «Frieze Artist Award», e al programma pubblico gratuito «Frieze Sculpture» che per quest’edizione si arricchisce di una grande scultura dell’artista Jyll Bradley «The Hop» (2023) presentata da Pi Artworks, galleria con sedi a Londra e Istanbul.

Infine, in fiera non mancano premi e riconoscimenti per gli artisti grazie alle opportunità del Contemporary Art Society’s Collections Fund, il Camden Art Centre Emerging Artist Prize at Frieze, il Frieze Tate Fund sostenuto da Endeavor e lo Spirit Now Acquisition Fund in collaborazione con il museo The Hepworth Wakefield ai quali si è aggiunto anche L’Arts Council Collection Acquisitions Fund.

«The Hop» (2022) di Jill Bradley. Cortesia dell’artista e Hayward Gallery, Londra. Foto Thierry Bal

Giorgio Guglielmino, 10 ottobre 2023 | © Riproduzione riservata

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I grandi numeri di Frieze | Giorgio Guglielmino

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