Lunula in oro da Blessington (Irlanda), databile al 2400-2000 a.C.

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Lunula in oro da Blessington (Irlanda), databile al 2400-2000 a.C.

Da tremila anni sotto lo stesso cielo

Un prestito eccezionale dal British Museum

«Sotto lo stesso cielo. Europa 2500-1800 a.C.» è il titolo della mostra aperta fino al 30 settembre nel Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica. L’esposizione ruota attorno a un reperto eccezionale: la lunula in oro rinvenuta a Blessington (Irlanda) e conservata al British Museum di Londra. Essa è databile tra il 2400 e il 2000 a.C., il periodo che, in Italia, corrisponde alla diffusione della Cultura del Vaso Campaniforme (2500-2200 a.C.), ancora nell’Età del Rame, e ai secoli che hanno visto l’affermarsi dell’Età del Bronzo e lo sviluppo della Cultura di Polada (2200-1600 a.C.).

Il quadro che emerge è quello di un’Europa più vicina tra le sue diverse aree geografiche e culturali, con contatti che avvenivano tra genti molto distanti: si muovevano persone e, insieme a loro, materie prime, oggetti, iconografie e idee. La lunula in oro dal British Museum suggerisce il tema della rappresentazione del sole e del ciclo solare e, di conseguenza, delle conoscenze astronomiche del tempo che appaiono diffuse su un’area molto ampia a conferma di conoscenze comuni. Il museo, che ospita stabilmente una delle più ricche raccolte di stele e massi-menhir incisi dell’arco alpino provenienti da luoghi cerimoniali e di culto della Val Camonica, accoglie, in occasione della mostra, diversi altri reperti. Ad esempio, un pendaglio in rame a forma di semiluna dal Museo dell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans di Aosta; un pettorale di argento e un’alabarda in rame da Villafranca Veronese; due lunule in bronzo dall’area di Pacengo nel Comune di Lazise (Verona); un’altra lunula in bronzo da Torbiera di Gardiola (Mantova); la lunula dalla tomba 4 di via Europa a San Giorgio (Mantova) con il suo contesto di scavo.

Quest’ultima rappresenta, in Italia settentrionale, uno dei rari casi di provenienza da un ambito funerario. La sepoltura, costituita da una fossa ovale, accoglieva due deposizioni: una relativa a una donna adulta; nel corredo figuravano anche una conchiglia, due perline discoidali in osso, un pendaglio in bronzo a doppia spirale, due punte di freccia in selce, una perlina discoidale in calcite e un boccale carenato con ansa a gomito. L’esposizione è curata da Marco Baioni, Claudia Mangani e Maria Giuseppina Ruggiero e risulta collegata con itinerari che coinvolgono altri musei del territorio: «Alla scoperta delle genti di montagna e delle genti dei laghi tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C.», come ha dichiarato Emanuela Daffra, responsabile della Direzione Regionale Musei della Lombardia.

Giuseppe M. Della Fina, 31 luglio 2023 | © Riproduzione riservata

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