«Stonehenge», 1835, di John Constable © Victoria and Albert Museum, London

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«Stonehenge», 1835, di John Constable © Victoria and Albert Museum, London

Constable inquieto e meteoropatico alla Royal Academy

L’istituzione londinese dedica una mostra al suo «Fellow», con una selezione di opere dal 1825 al 1837

Anche John Constable, artista britannico fra i più popolari e amati, ebbe un proprio intimo lato di tormento e insofferenza.

La mostra «L’ultimo Constable», fino al 22 febbraio alla Royal Academy (RA) illustra e mette in risalto l’inquietudine (a prima vista impensabile in un pittore così conforme, così «adeguato» all’establishment borghese del primo Ottocento anglosassone) che Constable esprime nella pennellata immediata, ruvida e densa che caratterizza la conclusione poetica della sua attività.

La mostra, la prima che la RA dedica al suo così illustre esponente (Constable era stato infatti «Fellow» dell’istituzione) spazia dal 1825 fino alla morte improvvisa dell’artista nel 1837 e commenta lo stile tardo e conclusivo di Constable, fra dipinti e schizzi composti en plein air, spesso full sized, gettati su carta o tela già direttamente a olio, acquerelli, disegni: da visioni a olio della più tipica campagna inglese alle marine di Brighton, agli studi di eventi meteorologici, tanto cari a Constable, che catturano ora formazioni mutevoli e inafferrabili di nubi grevi o eteree ora tempeste drammatiche di cromatismi cupi, ora battaglieri squarci di luce solare e trionfanti arcobaleni.

Questi 12 anni sono caratterizzati proprio dall’evoluzione della pennellata di Constable, che si fa così decisa e perfino quasi «urlata» da sfiorare una violenza plastica. Pennellate che sono come manciate di semi gettati alle generazioni a venire: la mostra conferma infatti come sia innegabile l’impatto che quest’ultimo atto della carriera di Constable ebbe sui futuri pittori lanciando quei segni che si ritroveranno dall’Impressionismo francese all’Espressionismo mitteleuropeo.

«Stonehenge», 1835, di John Constable © Victoria and Albert Museum, London

Giovanni Pellinghelli del Monticello, 27 dicembre 2021 | © Riproduzione riservata

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