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Raffaello, «Dama col liocorno», 1504-05 ca

Courtesy di Galleria Borghese

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Raffaello, «Dama col liocorno», 1504-05 ca

Courtesy di Galleria Borghese

«La Dama con liocorno» di Raffaello dalla Galleria Borghese al Museo del territorio di Vimercate

L’olio su tavola si potrà visitare gratuitamente dal 29 ottobre all’11 dicembre nell’ambito dell’iniziativa «La Grande Arte in Brianza», il progetto culturale promosso da Fondazione Costruiamo il Futuro assieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Galleria Borghese, Comune di Vimercate ed Edison

Samantha De Martin

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Realizzata tra il 1505 e il 1506 da un Raffaello appena ventiduenne, «La dama col liocorno», capolavoro giovanile dell’Urbinate, dalla Galleria Borghese di Roma vola al Must – Museo del territorio di Vimercate dove sarà esposta gratuitamente al pubblico. L’olio su tavola, che sancisce il passaggio del pittore alla piena maturità artistica, arriva per la prima volta in Lombardia, dove si potrà ammirare dal 29 ottobre all’11 dicembre nell’ambito dell’iniziativa «La Grande arte in Brianza», il progetto culturale promosso da Fondazione Costruiamo il Futuro assieme a Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, Galleria Borghese, Comune di Vimercate ed Edison. 

Dopo Marco d’Oggiono, approdato nella città brianzola nel 2023, il «Narciso» di Caravaggio ospite a Merate nel 2024 e la «Venere che benda Amore» di Tiziano in trasferta a Carate Brianza lo scorso anno, «La dama col liocorno» segna la quarta tappa dell’itinerario che porta i grandi maestri sui territori. «Il progetto della grande arte in Brianza, ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, è un esempio tangibile di arti di prossimità. Il patrimonio culturale acquisisce valore quando è accessibile a tutti. È questo l’indirizzo che guida la nostra azione per ampliare le occasioni di conoscenza e fruizione. I capolavori viaggiano dai grandi musei ai comuni, dove famiglie e cittadini possono ammirarli nel proprio territorio. A Vimercate, un museo civico diventa così un luogo di incontro universale. La cultura è comunità, slancio partecipativo e rete di relazioni, una trama tessuta di creatività, immaginazione e bellezza che trova il suo senso più compiuto quando è condivisa». Il successo delle precedenti edizioni dell'iniziativa è testimoniato dalle 75milapresenze. Come ha ribadito Maurizio Lupi, presidente della Fondazione Costruiamo il Futuro, «L’arte è un pilastro fondamentale di ogni comunità. Il progetto “La Grande Arte in Brianza” è nato per portare bellezza sul territorio e renderla accessibile a tutti. Questa mostra incarna lo spirito del Piano Olivetti che riconosce nella cultura una risorsa essenziale per rafforzare la coesione sociale e promuovere lo sviluppo dei territori in tutta Italia».

Ospite fino a poche settimane fa del Metropolitan Museum of Art di New York, l’opera di Raffaello che immortala una giovane ed elegante donna a mezzo busto, i capelli biondi raccolti, gli occhi azzurri, seduta davanti al parapetto di un loggiato, con tra le braccia un piccolo liocorno, era stata attribuita al “Divino” soltanto un secolo fa. Prima di un’operazione di restauro avvenuta negli anni Trenta del Novecento, il dipinto, fortemente rimaneggiato (mancava del tutto, ad esempio, la figura del liocorno), appariva come una Santa Caterina d’Alessandria e si pensava fosse riferibile alla Scuola del Perugino. Nel 1927 era stato Roberto Longhi a individuarne le incongruenze tra la parte alta del dipinto e quella bassa, quest’ultima di qualità artistica significativamente inferiore. Individuando una relazione con un disegno di Raffaello conservato al Louvre, lo storico dell'arte sostenne che l’autore non poteva che essere proprio Raffaello. Un’intuizione definitivamente confermata dopo il restauro del 1935-36, che restituì all’opera l’antico splendore, facendo riemergere tutti i dettagli originali, tra cui il liocorno. 

Il progetto è promosso anche da Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo. « “La dama col liocorno”, spiega Giovanni Morale, vicedirettore delle Gallerie d’Italia - Milano, nonché curatore della mostra, è un’opera atemporale e, dunque, straordinariamente attuale. Raffaello sa donare in un modo unico l’eternità pittorica ai suoi capolavori. Dopo essersi trasferito a Firenze nel 1504, vede la Gioconda e ne rimane affascinato. La Dama con Liocorno ha la stessa formazione della Monna Lisa, l’identica struttura immaginativa. Il richiamo all’opera leonardesca è chiaro e forte, confermato da un disegno preparatorio che oggi si trova al Louvre. Si tratta dunque di un’opera ispirata in parte dalla Gioconda, ma che riesce a superare in bellezza lo stesso capolavoro di Leonardo». Morale ha anche redatto i contenuti del libro d’arte Il Divino Raffaello – La dama con Liocorno che permetterà di approfondire ulteriormente la visione estetica e le fasi salienti della vita dell’artista. Il catalogo, stampato da Cattaneo Paolo Grafiche, è stato realizzato con il contributo di Laura Lepri e Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi.

Samantha De Martin, 06 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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«La Dama con liocorno» di Raffaello dalla Galleria Borghese al Museo del territorio di Vimercate | Samantha De Martin

«La Dama con liocorno» di Raffaello dalla Galleria Borghese al Museo del territorio di Vimercate | Samantha De Martin