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Fiorella Silvestri
Leggi i suoi articoliChe cosa significa osservare un paesaggio quando le immagini non sono più soltanto il risultato di uno sguardo umano? È attorno a questa domanda che si articola «The Observer», la decima edizione del Festival del Paesaggio di Anacapri (Na), in programma dal 5 settembre all’8 novembre negli spazi di Villa San Michele e nel centro storico dell’isola. Curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, la manifestazione torna a interrogare il paesaggio non come semplice scenario, ma come dispositivo attraverso cui leggere le trasformazioni del presente. Il titolo «The Observer» sposta l’attenzione dall’oggetto osservato a chi osserva. Una distinzione tutt’altro che secondaria in un’epoca dominata dalla proliferazione delle immagini digitali e dalla crescente presenza dei sistemi di visione artificiale. Telecamere, algoritmi e dispositivi di sorveglianza producono e selezionano continuamente immagini, modificando la tradizionale relazione tra occhio, realtà e rappresentazione. Il Festival, promosso dall'Associazione Il Rosaio-Arte e Cultura Contemporanea, in collaborazione con Villa San Michele Anacapri, con il sostegno di Fondazione Axel Munthe, Fondazione Tridama e Jumeirah Capri Palace Hotel, propone così una riflessione sulla responsabilità dello sguardo: non soltanto che cosa vediamo, ma attraverso quali strumenti, secondo quali criteri e con quali conseguenze.
Il progetto riunisce otto artisti, le cui pratiche affrontano da prospettive differenti la percezione, la memoria e la costruzione delle immagini: Francis Alÿs, Ali Cherri, Irene Fenara, Andrea Francolino, Eva Giolo, Elisa Sighicelli, Luca Vitone e Klara Zetterholm. Ne emerge una costellazione di posizioni che mette in relazione il paesaggio naturale con quello storico e antropologico, gli archivi personali con quelli collettivi, l’esperienza diretta con le forme sempre più sofisticate della visione mediata. Il tema non è nuovo nella storia del Festival. Dieci anni fa, l’avventura della manifestazione prendeva avvio proprio da una mostra dedicata a Luigi Ghirri e al suo modo di guardare il paesaggio caprese. Da allora il progetto ha costruito ad Anacapri un percorso nel quale il territorio mediterraneo diventa luogo di produzione e non soltanto di esposizione. Un percorso che ha trovato un altro momento significativo nel 2023 con l’omaggio al progetto realizzato da Ilya ed Emilia Kabakov sull’isola. È dunque particolarmente significativo che il fulcro della nuova edizione sia Villa San Michele, la dimora fondata da Axel Munthe: un luogo in cui natura, architettura, memoria e collezionismo sono inseparabili. Qui il paesaggio non è un fondale neutro, ma una costruzione culturale stratificata, un archivio vivente nel quale ogni sguardo aggiunge e modifica significati.
Tra gli artisti invitati, Francis Alÿs porta una pratica fondata sull’osservazione dei luoghi e sulle relazioni con le comunità che li abitano; Ali Cherri guarda invece al rapporto tra patrimonio, archeologia e costruzione delle identità. Irene Fenara affronta direttamente le implicazioni estetiche e politiche della visione artificiale, lavorando sulle immagini prodotte dai sistemi di sorveglianza e sui loro errori percettivi. Andrea Francolino, attraverso una ricerca che ruota intorno alle nozioni di frattura e crisi, mette in relazione gli equilibri umani e quelli naturali. Eva Giolo utilizza il linguaggio documentario per rendere visibili aspetti inattesi della quotidianità, mentre Elisa Sighicelli interroga la materialità stessa dell’immagine fotografica e la sua capacità di trasformare la percezione della realtà. La ricerca di Luca Vitone parte dal concetto di luogo per attraversare cartografia, architettura, musica, cibo e pratiche culturali, mostrando come ogni territorio sia il risultato di una complessa sedimentazione di memorie. Klara Zetterholm, infine, ricorre a una sorta di archeologia speculativa per mettere in crisi l’idea lineare del tempo e interrogare le narrazioni sull’evoluzione umana.
A completare il percorso è «The Flag Project», progetto di arte pubblica giunto alla quarta edizione. Dopo gli interventi di Ibrahim Mahama, Claire Fontaine e Sislej Xhafa, quest’anno è Andrea Francolino a intervenire sulle tre bandiere italiana, svedese ed europea collocate davanti a Villa San Michele. Le nuove opere sono accompagnate da una performance aperta alla partecipazione del pubblico, ribadendo una delle caratteristiche del Festival: trasformare l’osservazione in un’esperienza condivisa. Per la prima volta il programma comprende inoltre una serie di screening all’aperto di brevi video d’artista, proiettati nel giardino di Villa San Michele. Un formato che sembra particolarmente coerente con il tema dell’edizione: lo spettatore non è più soltanto davanti a un’opera, ma dentro un ambiente nel quale immagini, spazio e comunità entrano continuamente in relazione.
Il programma si completa con la seconda edizione del Jumeirah Capri Palace Award, premio annuale dedicato alle arti visive, la cui giuria è presieduta dal critico e curatore francese Nicolas Bourriaud e composta da Claudio Cerasa, Brunella Trimarco, Ermanno Zanini e Marco Zappalorto.
Villa San Michele Anacapri.