Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Gru, Lisbona, Portogallo, 2026

© Anastasia Samoylova

Image

Gru, Lisbona, Portogallo, 2026

© Anastasia Samoylova

Anastasia Samoylova, i porti d’Europa tra ambiente e trasformazioni

Alle Gallerie d’Italia di Torino, dal 22 ottobre al 7 febbraio 2027, «Harbour», progetto commissionato da Intesa Sanpaolo, indaga il porto come spazio di scambi, sviluppo e fragilità, tra crisi climatica, turismo e trasformazioni urbane

Fiorella Silvestri

Leggi i suoi articoli

Oltre alla mostra dedicata al percorso fotografico attraverso l’Europa che Intesa Sanpaolo ha commissionato a Luca Campigotto (Venezia, 1962), il programma espositivo autunnale delle Gallerie d’Italia-Torino propone un appuntamento che prosegue l’impegno dell’istituzione a favore di progetti fotografici dedicati a sensibilizzare su temi ecologici, crisi climatica e idrica, sostenibilità, creando consapevolezza ambientale.

Dopo «The Day May Break», l’efficace racconto visivo del fotografo Nick Brandt sulla crisi climatica e sulla convivenza tra persone e animali colpiti dal disastro ambientale, «La grande saggezza» di Cristina Mittermeier, un omaggio fotografico dedicato dalla fotografa, ambientalista e biologa messicana alla fragilità degli ecosistemi naturali e marini del pianeta, ora a scuotere le nostre coscienze ci pensa la mostra «Anastasia Samoylova. Harbour» (catalogo Allemandi), a cura di Emanuela Mazzonis e allestita dal 22 ottobre al 7 febbraio 2027.

L’artista russo-americana (Mosca, 1984), tra le voci più autorevoli della fotografia contemporanea, ha sviluppato una nuova ricerca dedicata alle città d’acqua europee e alle trasformazioni del loro paesaggio. Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul sono le sette città portuali europee al centro del progetto commissionato e prodotto da Intesa Sanpaolo, che affronta il rapporto tra comunità, turismo e ambiente e le crescenti fragilità legate alla crisi climatica. Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca dell’artista, già al centro di FloodZone, indagine fotografica dedicata alle conseguenze dell’innalzamento del livello del mare che Samoylova ha iniziato a sviluppare dopo il suo trasferimento a Miami Beach nel 2016.

Muovendosi tra fotografia, osservazione urbana e riflessione sociale, Samoylova, da sempre interessata a indagare i cambiamenti nel paesaggio delle città costiere degli Stati Uniti e non solo (la sua opera si è finora concentrata principalmente sulla Florida meridionale, dove risiede), in questo nuovo progetto indaga il porto come luogo di transizione e di continua trasformazione, dove si intrecciano commercio, migrazioni, sviluppo economico, fragilità ambientali e stratificazioni storiche. Ispirata alle ricerche di Germaine Krull e Luigi Ghirri, Samoylova costruisce immagini dense e caleidoscopiche che superano la dimensione documentaria per restituire la complessità visiva e simbolica di questi spazi.

Navi, container, gru, banchine, macchinari e figure umane diventano gli elementi di una grande partitura visiva attraverso la quale l’artista racconta i porti come infrastrutture essenziali della contemporaneità, offrendo uno sguardo inedito su alcuni dei principali snodi del Mediterraneo e dell’Europa, trasformando il paesaggio portuale in una riflessione più ampia sul rapporto tra spazio, tempo e percezione nel mondo contemporaneo.

Fiorella Silvestri, 21 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

Fiorella Silvestri

Leggi i suoi articoli

Anastasia Samoylova, i porti d’Europa tra ambiente e trasformazioni | Fiorella Silvestri

Anastasia Samoylova, i porti d’Europa tra ambiente e trasformazioni | Fiorella Silvestri