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Una nuova Aquileia per il 2018

Claudia Crosera

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Nell’ambito del Piano strategico «Grandi progetti beni culturali» previsto dall’Art Bonus, sono stati programmati per il 2015-16 investimenti per 80 milioni di euro finalizzati al completamento di alcuni grandi musei nazionali di rilevante interesse culturale, tra i quali il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, cui è destinato 1 milione e mezzo di euro. Luca Caburlotto, direttore del Polo museale del Friuli Venezia Giulia, racconta a che punto sono i lavori.

Perché Aquileia è stata inserita tra i sette siti che beneficiano di questi investimenti?

È tra le maggiori aree archeologiche italiane, la conoscenza del suo assetto urbanistico-monumentale è frutto di un’intensa attività di studi e ricerche iniziata nel XVIII secolo e tuttora in corso. Questo ha consentito di riportare alla luce ampie porzioni della città antica facendo del centro altoadriatico un sito archeologico di enorme importanza, tra i più estesi dell’Italia settentrionale, dal 1998 patrimonio Unesco. Il complesso museale che ospita la collezione di reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati nella città romana a partire dal XVIII secolo, si trova all’interno del nucleo urbano di Aquileia, affacciato sull’antica via romana, in prossimità della basilica. 

Qual è il progetto di rifacimento del Museo?

Tenuto conto che gli ultimi interventi di allestimento risalgono agli anni ’90, era necessario un programma preliminare di rifacimento e adeguamento degli impianti tecnici (illuminazione, riscaldamento/condizionamento, sorveglianza e sicurezza), funzionale anche a una nuova e più moderna progettazione degli allestimenti di questi ambienti, oltre a tutte le verifiche sull’immobile, strutturali in particolare. In un museo moderno non può mancare un idoneo spazio di accoglienza, che sarà realizzato lungo il passaggio di accesso dalla strada: uno spazio leggero e trasparente per la biglietteria, ora confinata in un angusto ambiente entro l’edificio principale, e per il bookshop, sinora mancante, ove sarà possibile dotarsi di guide brevi e di pubblicazioni scientifiche, considerato che il pubblico, in molta parte nordeuropeo, è mediamente di alto livello culturale. 

Come saranno scanditi i lavori e quali sono le difficoltà? 

Il cronoprogramma è stato studiato con grande attenzione. La prima parte dei lavori riguarderà, oltre a biglietteria e bookshop, il nuovo corpo di guardia, che sarà separato dall’immobile e potrà controllare dall’esterno in massima sicurezza ciò che avviene nel museo: costo complessivo 200mila euro. Liberati gli spazi prima occupati da questi servizi nell’immobile principale, si procederà con le opere impiantistiche, di consolidamento, di restauro architettonico e con il nuovo allestimento. Totale: poco più di 900mila euro. Non va infine dimenticata la complessità di svolgere il tutto mantenendo aperto il museo, ancorché per sezioni. Nella perizia di spesa vanno anche inserite le somme per la protezione delle opere d’arte esposte (che verranno movimentate durante i lavori), per la sicurezza, per le indagini strutturali e sismiche e molte altre voci. In base al disciplinare fornito dal Ministero, i lavori dovranno essere finiti entro il 2018.

Come si caratterizzerà il nuovo allestimento?

Le novità di allestimento, che riguarderanno piano terra e primo piano, saranno nell’ordine di una più forte caratterizzazione tematica nel rispetto della cronologia degli oggetti esposti, con maggiore evidenza dei capolavori presenti: non solo le grandi statue ma anche i beni della vita quotidiana, espressione della dovizia e della raffinatezza degli antichi abitanti della città. Una nuova sezione all’ingresso consentirà di presentare in uno sguardo generale, sintetico ma efficace, l’Aquileia antica, e una successiva illustrerà la storia degli studi, gli scavi e gli archeologi che si sono succeduti, personalità di grande spicco che hanno fatto del patrimonio aquileiese quello che oggi possiamo ammirare.

Claudia Crosera, 13 giugno 2016 | © Riproduzione riservata

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