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Quel devoto di Giovanni Andrea Doria

Matteo Fochessati

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Il ciclo di opere sacre conservate nella Cappella Doria della chiesa Nostra Signora delle Grazie di Pegli non rappresenta solamente una significativa testimonianza del concetto di pittura devozionale caro al committente, Giovanni Andrea Doria, e alla sua consorte Zenobia del Carretto, ma anche una preziosa fonte di confronto con le opere presenti in altri complessi religiosi, la Chiesa di Sant’Agostino di Loano e San Benedetto a Genova, edificati per volere della stessa committenza.

L’opportunità scientifica dell’intervento conservativo e delle relative indagini diagnostiche sulle tre pale presenti nella chiesa pegliese, «Cristo crocifisso con lo svenimento della Vergine, san Giovanni Evangelista e la Maddalena» di Cesare e Alessandro Semino, «Trinità con la Vergine che intercede per i fedeli» di Giovanni Battista Paggi e «I Miracoli di san Giacomo apostolo condotto al martirio» di Giovanni Bernardo Lama, è attestata dalla ricchezza di informazioni contenute nel volume Restauri nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie, curato da Gianluca Zanelli (funzionario della Soprintendenza incaricato della direzione dei lavori) ed edito dalla Sagep al termine del restauro protrattosi per due anni.

L’intervento, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, dal Centro Universitario Ponente e dalla parrocchia, è stato realizzato da Carla Campomenosi Oberto e Margherita Levoni del laboratorio Martino Oberto di Genova al termine di una fase diagnostica non invasiva condotta in collaborazione con l’ingegner Marcello Melis della Profilocolore di Roma, che ha permesso di individuare sulle tele precedenti interventi, strati di vernice ossidata e numerose lacune.

Dopo una pulitura adeguata ai riscontri diagnostici effettuati, i dipinti sono stati sottoposti a interventi diversificati in base al loro stato di degrado. L’opera dei fratelli Semino è stata oggetto di un intenso intervento di pulitura e consolidamento, considerata la fragilità della sottilissima pellicola pittorica e la presenza di molte microcadute; mentre il consolidamento della pellicola pittorica degli altri due dipinti è stato ottenuto con una stiratura a tela volante.

Durante il perfezionamento della pulitura sono stati inoltre evidenziati numerosi pentimenti nei dipinti dei Semino e del Lama. Il restauro si è concluso con la stuccatura plastica e la reintegrazione pittorica con la tecnica del puntinato e delle velature a intonazione del colore.

Matteo Fochessati, 17 gennaio 2016 | © Riproduzione riservata

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