Il paravento «Caribbean Tea Time» (1987) di David Hockney. Cortesia della Galerie Lelong & Co., Parigi-New York

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Il paravento «Caribbean Tea Time» (1987) di David Hockney. Cortesia della Galerie Lelong & Co., Parigi-New York

Miart nella macchina del tempo

Presentata la 28ma edizione della fiera milanese che cita Battiato e Pasolini, riflette sui confini spazio-temporali e si espande in città

Francesca Interlenghi

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Si è svolta stamane, presso la sede milanese di Gallerie d’Italia in piazza Scala, la conferenza stampa di miart, la fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea di Milano organizzata da Fiera Milano e diretta per il quarto anno da Nicola Ricciardi, che ha condotto la presentazione insieme a Francesco Conci, Amministratore Delegato Fiera Milano, Giovanni Morale, vicedirettore Gallerie d’Italia - Milano e Andrea Ghidoni, direttore generale Intesa Sanpaolo Private Banking.
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La 28maedizione, intitolata no time no space (da una canzone di Franco Battiato), si svolgerà dal 12 al 14 aprile 2024 (anteprima Vip giovedì 11 aprile). «Miart si conferma una manifestazione in grande crescita» esordisce Ricciardi, annunciando 178 gallerie partecipanti, più di 1.000 opere d’arte esposte (alcune di rilevanza museale, come quelle di Hockney e Burri), una serie di partner importanti, nuovi premi, fondi di acquisizione e commissioni, oltre a due nuove sezioni curate.
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Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, con un videomessaggio registrato per l’occasione, rimarca il fruttuoso sodalizio tra Comune e fiera per promuovere l’arte contemporanea e incrementare l’attività culturale in città. «L’obiettivo è rendere sempre più estesi e porosi i confini tematici, spaziali e temporali di miart, anche grazie agli inediti progetti artistici che punteggiano la città. La fiera è il fulcro di Milano Art Week, una settimana densa di eventi diffusi che abbracciano la multidimensionalità dell’espressione artistica, promuovendo un’esperienza sinestetica tra le arti e confermando Milano come centro di produzione di idee e luogo privilegiato per l’esplorazione e l’indagine dei linguaggi contemporanei».

Dal canto suo, Conci conferma la volontà di Fiera Milano di continuare a sostenere il tema della cultura, fondamentale tanto per gli individui quanto per le imprese, riconoscendo il ruolo cruciale che miart svolge in tal senso. «95 miliardi di fatturato, circa il 3% del Pil nazionale, ruotano attorno a decine e decine di realtà che occupandosi di pianificazione, programmazione e costruzione della cultura artistica hanno creano posti di lavoro e generato indotto».
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«Sempre più con l’idea di espanderci, continua Ricciardiabbiamo voluto riflettere sulla possibilità di andare oltre i confini temporali e spaziali. Non solo “sconfinando” nella settimana successiva dedicata al design, ma anche con una piccola macchina del tempo, una sezione che abbiamo chiamato Timescape e che guarda al Primo Novecento. C’è inoltre l’ambizione di portare miart fuori dal perimetro del polo fieristico, in luoghi inediti della città o non tradizionalmente deputati alla fruizione dell’arte».

Il costante supporto di Intesa Sanpaolo, main partner della fiera, si conferma anche quest’anno decisivo nell’ottica della creazione e sviluppo di una serie di relazioni sinergiche, che mettano a frutto non solo i talenti economici, ma anche e soprattutto il capitale delle idee, vero motore del nostro Paese sostiene Morale.

In quest’ottica, la Vip Lounge ospiterà una mostra di pittura a cura di Luca Beatrice: «Un’esposizione a tema, che partendo dalla nota citazione di Pasolini “io sono una forza del passato” mette insieme 4 artisti italiani che utilizzano il passato appunto per parlare del presente e forse anche del futuro».
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Sul fronte del collezionismo, e con l’idea di costruire una fiera utile per le gallerie alle prese con  una congiuntura complessa, tra scenari economici non incoraggianti, rischi geopolitici e focolai di guerra accesi in diverse parti del mondo, si rivela fondamentale il lavoro di supporto svolto da Intesa Sanpaolo Private Banking. Sottolineando come l’arte sia diventata un asset class su cui i grandi patrimoni italiani investono, Ghidoni insiste sul ruolo del Gruppo, la cui partecipazione a miart si inserisce nel contesto più ampio di un’operazione di stampo progettuale volta a promuovere la cultura in senso lato (basti pensare al sistema museale Gallerie d’Italia). Con l’obiettivo di offrire una sorta di vademecum per il collezionista, perché possa meglio capire come orientarsi, verranno organizzati tre incontri: uno sul tema della fiscalità, la presentazione di un’importante ricerca condotta sui collezionisti d’arte e un approfondimento sull’argomento successorio.

«Un viaggio mosso dall’ambizione di andare oltre i confini, chiosa Ricciardi. Cosa che abbiamo fatto sempre, ma quest’anno in maniera particolare. Un viaggio molto bello e molto complesso, possibile grazie alle tante persone che ci hanno sostenuto anche negli anni difficili, come quelli della pandemia, e grazie alla città di Milano che rende miart unica nel panorama fieristico internazionale».

Francesca Interlenghi, 28 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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