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Il ritrattista dei mostri sacri

Ilaria Speri

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Se l’opera fotografica di Pasquale De Antonis (1908-2001) è particolarmente nota nell’ambito del cinema e della moda del dopoguerra italiano, meno conosciuti sono i suoi scatti risalenti alla seconda guerra mondiale.

Tra il 1943 e il 1944, il fotografo ritrae nel proprio studio di piazza di Spagna (sede, peraltro, di alcune scene di «Roma città aperta») soldati tedeschi, americani e inglesi desiderosi di preservare un ricordo del proprio soggiorno italiano.

Una selezione di questi ritratti, a cura di Roberta Giulieni, sarà aperta dal 14 settembre al 3 ottobre presso la Inart Art Gallery di Roma.

«Fotografo di dive, dee, di mostri sacri» (così come lo definì il poeta Leonardo Sinisgalli), De Antonis sarà presente anche a Palazzo Mosca a Pesaro, fino al 31 ottobre, in una mostra (a cura del figlio Riccardo De Antonis) che ripercorre, attraverso 150 fotografie, l’intera essenza dello stile e della moda italiana degli ultimi settant’anni, una produzione favorita dalla duratura collaborazione dell’autore con Irene Brin.

Attraverso i volti di personalità come Silvana Mangano e Gina Lollobrigida, la rinascita dell’Italia del dopoguerra si manifesta in tutta la sua eleganza e ricercata raffinatezza, complice anche il fascino della capitale.

Ilaria Speri, 09 ottobre 2015 | © Riproduzione riservata

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