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Il fotografo in officina

Stella Ingino

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La bolognese Fondazione Mast dell’imprenditrice e filantropa Isabella Seràgnoli rivolge da anni grande attenzione alla fotografia inerente al mondo produttivo, industriale e operaio, con una programmazione unica e innovativa

Dal 12 ottobre all’8 gennaio è di scena la prima personale italiana dell’indiana Dayanita Singh (Delhi, 1961), il cui lavoro è da sempre incentrato sul subcontinente indiano e sulle tematiche legate al concetto di confine. Allestita nella Photo Gallery della Fondazione Mast e curata da Urs Stahel, la mostra prende il titolo da una delle serie esposte, «Museum of Machines», recentemente acquisita dalla collezione bolognese. Nelle sale si susseguono trecento fotografie suddivise in cicli.

Oltre a quello che dà il nome alla rassegna figurano «Museum of Industrial Kitchen», «Office Museum», «Museum of Printing Machines», «Museum of Men» e «File Museum»: un vastissimo corpus di scatti che raccontano il mondo del lavoro, la produzione, gli stili di vita a esso correlati, la gestione quotidiana e la sua archiviazione. Tra le molte immagini si distinguono, per esempio, macchinari enormi da cui fuoriescono vapori, processi e metodi lavorativi, luoghi deputati all’esecuzione e all’organizzazione del lavoro, spazi e ambienti dai quali si percepiscono le difficoltà e le speranze della vita operaia. Tutte le immagini sono inserite in strutture mobili lignee (cui è dovuta la parola «musei»), come paraventi, carrelli e tavoli che riprendono il concetto di griglia modernista.

Negli ultimi anni il successo di Dayanita Singh è divenuto globale, a dimostrarlo sono è la sua presenza all’Art Institute di Chicago, alla Hayward Gallery di Londra, al Museum für Moderne Kunst di Francoforte, al Kiran Nadar Museum of Art di New Delhi, alla Fundación Mapfre di Madrid e alla Biennale di Venezia del 2011 e del 2013. Il suo esordio avvenne invece nel fotogiornalismo, un mondo dal quale l’artista prese ben presto le distanze per dedicarsi a una produzione fotografica documentaristica e poetica. Chiudono il percorso due proiezioni di immagini dedicate agli archivi e alle fabbriche.

Stella Ingino, 09 ottobre 2016 | © Riproduzione riservata

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