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Il suzani Shahrisyabz venduto a oltre 107mila euro

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Il suzani Shahrisyabz venduto a oltre 107mila euro

Tappeti Vok: venduto il 98%

Luca Emilio Brancati

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L’asta della collezione di Ignazio Vok, tenuta dalla casa tedesca Rippon Boswell l’11 aprile, resterà un caso di studio e sarà interessante monitorare i prossimi anni di mercato dei tappeti e, più in generale, dei tessili orientali, marcatamente quelli decorativi. Uno dei collezionisti più celebri e apprezzati al mondo ha iniziato a cedere tutta la propria collezione: una raccolta particolare, pubblicata e famosa, composta essenzialmente da tessiture medio e centroasiatiche acquistate in più di trent’anni di ricerca, con pezzi finemente selezionati e scovati, in alcuni casi, da mercanti e antiquari tra i più rinomati della scena mondiale. Scontato, quindi, che la prima delle tre dispersioni organizzate dalla società tedesca a Wiesbaden abbia riscosso molto interesse. Catalogo curato, stime invitanti e buona promozione hanno contribuito a riempire la sala di appassionati, collezionisti, mediatori e mercanti internazionali. Alla fine si è registrato un 98% di venduto (anche se si ipotizza che i quattro lotti invenduti siano andati con trattative dopoasta), per 1,7 milioni di euro incassati incluso il 22% di diritti. Tutti soddisfatti per il successo in qualche modo inaspettato, visti i tempi poco favorevoli. Top lot della giornata un suzani Shahrisyabz floreale venduto a poco più di 107mila euro (stime 40-50mila), cifra che non intacca il record per la tipologia di 181mila pagati due anni prima nella stessa sala. Piazza d’onore ancora per uno splendido suzani a grande medaglione del XVIII secolo (stime 60-70mila) che si è fermato però a poco più di 103mila euro. Un sumak in condizioni eccellenti e ottima policromia, con disegno a draghi datato 1810 ha triplicato la stima ed è stato venduto a 90mila euro. In generale bene i suzani, un po’ meno i kilim anatolici di alta epoca, anche se un Balikesir del tardo XVIII secolo è andato a quasi 27mila euro contro una stima di 12-15mila. Non molto è trapelato sugli acquirenti: certamente alcuni mercanti, ma perlopiù appassionati che hanno pagato molto (qualche volta più che raddoppiando le stime) oggetti molto decorativi e in buona conservazione, trascurando invece oggetti molto più antichi e importanti come il kilim ottomano venduto ad appena 8mila (la sua stima minima). Ma se da un lato molti risultati evidenziano il prevalere dell’aspetto decorativo sulla connoisseurship, c’è da augurarsi che occasioni come queste (dove un buon 30% dei lotti era a prezzi molto ragionevoli) possano forgiare una nuova generazione di collezionisti ed esperti conoscitori. Prossimo appuntamento, la dispersione della collezione di tappeti turcomanni di Kurt Munkacsi e Nancy Jeffries (noti produttori musicali newyorkesi), il prossimo 9 maggio sotto il martello della Austria Auction Company di Vienna.

Il suzani Shahrisyabz venduto a oltre 107mila euro

Luca Emilio Brancati, 04 maggio 2015 | © Riproduzione riservata

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