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Redazione GDA
Leggi i suoi articoliL’11 maggio è scomparso a 94 anni Napoleone (Nino) Zecchini, antiquario milanese, esperto di pittura antica, con galleria in via della Spiga (ora condotta dal figlio Maurizio). Per tre mandati consecutivi, dal 1982 al 1991, ricoprì la carica di presidente della Fima-Federazione Italiana Mercanti d’Arte. Abbiamo chiesto un ricordo di Zecchini a Carlo Teardo, attuale presidente Fima.
Ricordare Nino Zecchini (sia il presidente Fima sia l’uomo) è facile. Era una persona buona, intelligente, colta e di grande intuito, gran lavoratore, tenace, instancabile nel perseguire e portare a termine quel che si era prefisso. Un uomo semplice; a volte sembrava bonario, addirittura timido. Mi impressionava il sorriso che accompagnava ogni rapporto che instaurava con le persone, anche una fugace conoscenza, alla quale però riservava sempre attenzione e cuore.
Lo conobbi agli inizi della mia professione e mi mise subito a mio agio, come un suo pari; io lo vedevo come un maestro e posso dire di aver appreso molto da lui.
Negli anni Settanta ci frequentammo in occasione di una vacanza in Puglia: divenimmo amici. Fu tra quelli che mi spinsero a entrare nell’allora Sindacato milanese e poi nella Federazione, sollecitando quell’interesse nei confronti del mondo associativo che divenne l’elemento caratterizzante del mio profilo umano e professionale.
Come presidente della Fima riuscì a far adottare il regime del margine sull’Iva, nel periodo in cui dazi e gabelle tartassavano l’antico e la professione dell’antiquario non era né carne né pesce. La situazione era ancora più complessa dell’attuale, perché la diffidenza regnava nei rapporti tra operatori, autorità e opinione pubblica.
Nino, come tutti lo chiamavano, non si vantò mai dei propri successi. Solo dopo la sua morte si è saputo che era stato nominato cavaliere della Repubblica. Se, al di là delle crisi economiche e dell’involuzione dei consumi, siamo rispettati dai cultori dell’arte e dagli appassionati, lo dobbiamo anche a uomini come Zecchini, al quale va il nostro grazie più sentito.
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