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La Liberazione in marcia (Archivio Paolo Paschetto)

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La Liberazione in marcia (Archivio Paolo Paschetto)

Paolo Paschetto e l’arte del francobollo. Una piccola storia per immagini dell’Italia

Conosciuto soprattutto come autore dello stemma della Repubblica Italiana, Paolo Paschetto fu anche protagonista della grafica postale del Novecento, dal periodo coloniale agli anni della nascente democrazia. La mostra «Sotto una buona stella», alla Casina delle Civette di Villa Torlonia fino al 27 settembre, permette di riscoprirne francobolli, bozzetti e progetti rimasti inutilizzati: dalla prora romana disegnata nel 1921 per la Libia alla serie «Imperiale», fino alle allegorie della libertà di culto, di pensiero e di stampa e ai progetti dedicati alla Repubblica. Piccole immagini attraverso le quali Paschetto contribuì a costruire, nel corso di quarant'anni, l'iconografia pubblica dell'Italia.

 

 

Danilo Bogoni

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Se nella mostra “Sotto una buona stella”, allestita fino al 27 settembre nella romana Cascina delle Civette di Villa Torlonia (via Nomentana 70), a fare la parte del leone è lo stemma della Repubblica partorito con non poche difficoltà da Paolo Paschetto, spazi significativi sono riservati anche alla produzione dentellata  dell’artista nato a Torre Pelice il 12 febbraio 1885 il quale, dal 1921 al 1961 si provò con diverse attività artistiche. Quelle pittoriche, in particolare. Non a caso Mirella Paschetto Jalla, in “Paolo Paschetto 1885-1963, ricordò come tutti in casa dell’artista disegnavano un po’ e al tempo stesso si respirava la presenza di una “profonda religiosità, spiritualità sarebbe meglio dire”. Una spiritualità che traspare chiaramente da non pochi dei suoi francobolli o dagli elaborati rimasti inutilizzati.

La galleria delle carte valori postali di Paschetto apre con superba immagine dove disegno e grafica sono armoniosamente fuse. Frutto di concorso risale al 1921 rappresenta la prora di una nave rostrata romana salpante dalla rada di Tripoli che scorge lontana, e venne riprodotta su valori da 30, 50 e 55 cent della serie Artistica della Libia, allora Colonia italiana, racchiusi entro una cornice con motivi vegetali, ed alla quale contribuirono con propri elaborati Duilio Cambelotti, Vittorio Grassi e Giovanni Costantini. 

Nuovo concorso nel 1923, questa volta per le Poste italiane destinato alla realizzazione della serie d’uso corrente del 1929 battezzata col nome di Imperiale. In questo caso dal pennello di Paschetto uscirono il profilo di Vittorio Emanuele III, la Lupa capitolina con i gemelli (in fase di realizzazione modificata rispetto all’elaborato originale), e l’Italia turrita. Anche in quell’occasione l’artista operò avendo in mente la serie nelle sua interezza.

La giuria fu di diverso parere per cui Italia turrita con scudo, Ali con stella, Cinta turrita sorretta da un ulivo, Corona, Vittorio Emanuele racchiuso da una elaborata cornice ritornato a Paschetto.

Con una scelta encomiabile nel 2013, cinquantenario della morte, l’Italia lo ricordò con un francobollo da 70 cent nel quale, oltre allo stemma della Repubblica sono proposte quattro bozzetti ripescati fra tanti che  all’epoca della loro realizzazione non vennero utilizzati. A cominciare dai due pensati per l’emissione denominata “Democratica” esaltanti, attraverso il 10 cent, la Libertà di culto e il 20 cent, la Libertà di pensiero e di stampa. Lo stesso progetto prevedeva la presenza, attraverso i tagli da L. 1 e 3 dei ritratti di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, esposti nella Cascina delle civette assieme a una stimolante “Libertà in azione”.

Sul francobollo del 2013 è presente un progetto rimasto tale che si ricollega con i festeggiamenti dell’ottantesimo della Repubblica. Di questo lavoro esistono due versioni, entrambe ispirate alla pace della nazione che “ripudia la guerra” (articolo 41 della Costituzione) attraversi un ramo d’ulivo illuminato da una stella avvolto dalla scritta “Decennale della Repubblica”.        

                                 

Un angolo della mostra “Sotto una buona stella” con sulla parete bozzetti di Paolo Paschetto   (foto Paschetto Ph wps).

Danilo Bogoni, 10 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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