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Amedeo Modigliani Tête , 1911-1912 29 x 12 x 9 pollici Stima: 28-35 milioni di dollari

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Amedeo Modigliani Tête , 1911-1912 29 x 12 x 9 pollici Stima: 28-35 milioni di dollari

Modigliani, la bellezza scolpita nella pietra. Una rarissima scultura da 35 milioni di dollari in asta

Dopo oltre cinquant'anni nella stessa collezione privata, una delle rare teste in pietra di Amedeo Modigliani arriva per la prima volta all'asta. Phillips offrirà Tête (1911-12) nella vendita serale di arte moderna e contemporanea del 18 novembre a New York, con una stima di 28-35 milioni di dollari. Alta quasi 76 centimetri, è tra gli esemplari di maggiori dimensioni ancora in mani private di una produzione scultorea che conta circa 28 opere, oggi in larga parte conservate nei musei. Un lotto strategico per la casa d'aste, che punta a consolidare la crescita registrata nella prima metà del 2026.

Natalie Sprouse

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Una delle rarissime sculture di Amedeo Modigliani (1884-1920) ancora in mani private torna sul mercato dopo oltre mezzo secolo. Sarà Phillips a proporre il prossimo 18 novembre a New York, nell'asta serale di arte moderna e contemporanea, Tête (1911-12), una testa scolpita in un unico blocco di calcare, con una stima compresa tra 28 e 35 milioni di dollari. L'opera, mai apparsa prima in asta e conservata per oltre cinquant'anni nella stessa collezione familiare, rappresenta uno dei lotti di maggiore rilievo annunciati finora per la stagione autunnale della casa d'aste.

A rendere particolarmente significativa l'offerta è innanzitutto la rarità. Modigliani realizzò nel corso della propria vita circa 28 sculture in pietra, una produzione estremamente limitata rispetto a quella pittorica e oggi in larga parte custodita nelle collezioni permanenti dei principali musei internazionali, dal Museum of Modern Art e dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York alla Tate di Londra e al Musée National d'Art Moderne di Parigi. La possibilità di acquistare una delle sue teste scolpite costituisce dunque un evento relativamente eccezionale, soprattutto quando si tratta di un esemplare di dimensioni importanti e con una lunga permanenza nella medesima raccolta privata.

Con i suoi 73,7 centimetri di altezza, Tête appartiene infatti al gruppo degli esemplari più grandi ancora al di fuori delle istituzioni museali. La sua presenza monumentale è affidata a un linguaggio di straordinaria essenzialità: il volto allungato, il naso pronunciato, gli occhi stilizzati e la costruzione geometrica dei volumi restituiscono una figura sospesa tra la rappresentazione umana e una dimensione quasi sacrale. Una sintesi formale che sarebbe diventata uno dei caratteri più riconoscibili dell'intera opera di Modigliani, anche nella successiva produzione pittorica.

La scultura risale a un momento decisivo della sua carriera. Tra il 1911 e il 1912, dopo il trasferimento a Parigi e l'incontro con le avanguardie internazionali, Modigliani si dedica intensamente alla lavorazione diretta della pietra, sviluppando un linguaggio nel quale confluiscono suggestioni provenienti dall'arte egizia, dalla scultura cicladica e dalle tradizioni artistiche africane. Fondamentale è anche il rapporto con Constantin Brancusi, la cui ricerca sulla semplificazione delle forme e sull'autonomia della scultura contribuisce ad allontanare l'artista italiano dai modelli naturalistici della tradizione ottocentesca.

In questi anni Modigliani concepisce la scultura come un campo privilegiato di sperimentazione, nel quale il volto umano diventa il punto di partenza per una ricerca di proporzioni, ritmi e geometrie. Le teste non sono semplicemente ritratti privati degli elementi individualizzanti, ma figure costruite attraverso un vocabolario formale che guarda alle tradizioni antiche per elaborare una nuova idea di modernità.

L'artista immaginava inoltre di inserire queste opere all'interno di un progetto architettonico più ampio, un ideale «tempio della bellezza», nel quale teste e cariatidi avrebbero dovuto concorrere alla definizione di uno spazio unitario. Un'ambizione rimasta irrealizzata, ma fondamentale per comprendere la dimensione monumentale e spirituale della sua produzione scultorea. Le teste, pur essendo opere autonome, conservano infatti qualcosa della funzione architettonica e rituale che Modigliani attribuiva alla forma scolpita.

È proprio questa combinazione tra rarità, importanza storico-artistica e qualità formale a sostenere le aspettative di Phillips. Jeremiah Evarts, vicepresidente per le Americhe e senior international specialist in arte moderna e contemporanea della casa d'aste, sottolinea come l'opera riunisca tradizioni artistiche lontane nel tempo e nello spazio, dall'antichità alle sperimentazioni del primo Novecento, dando vita a un linguaggio immediatamente riconoscibile. La presenza di un esemplare di tale importanza ancora al di fuori dei musei costituisce, secondo Phillips, un'opportunità particolarmente rara per il collezionismo internazionale.

Il ritorno sul mercato di Tête assume anche un significato economico. La scultura rappresenta una categoria estremamente selettiva all'interno della produzione di Modigliani, caratterizzata da una disponibilità molto ridotta e da una presenza istituzionale particolarmente forte. La stima di 28-35 milioni di dollari riflette quindi tanto la qualità dell'opera quanto la scarsità di esemplari confrontabili sul mercato. Sarà interessante verificare se la combinazione tra provenienza privata di lunga durata, dimensioni e rilevanza storica riuscirà ad attirare una competizione significativa tra collezionisti.

Per Phillips, l'aggiudicazione rappresenterà inoltre un banco di prova importante. La casa d'aste arriva alla stagione autunnale dopo aver comunicato risultati in crescita nella prima metà del 2026: secondo i dati diffusi dalla società, il fatturato complessivo delle aste primaverili è aumentato di oltre il 60% rispetto all'anno precedente, mentre la vendita serale di arte moderna e contemporanea di maggio ha più che raddoppiato il risultato dell'edizione corrispondente del 2025. L'inserimento di un'opera di questa importanza nella vendita di novembre risponde dunque a una strategia precisa: rafforzare il posizionamento della casa d'aste nel segmento più alto del mercato internazionale, dove la disponibilità di capolavori storici e opere di provenienza consolidata continua a essere un fattore decisivo per attrarre i grandi collezionisti.

Prima dell'asta, Tête sarà presentata al pubblico attraverso un calendario internazionale di esposizioni: a Londra dal 13 al 15 ottobre, a Parigi dal 17 al 21 ottobre e infine a New York, nella sede Phillips di 432 Park Avenue, dal 7 al 18 novembre. Un percorso che attraversa tre delle principali piazze del mercato dell'arte, accompagnando l'opera verso la vendita serale newyorkese. Al di là del risultato economico, il passaggio in asta riporta l'attenzione su un capitolo relativamente breve ma fondamentale della carriera di Modigliani. La sua attività scultorea, concentrata soprattutto nei primi anni Dieci, precede l'affermazione dei celebri ritratti dipinti e ne anticipa molte delle caratteristiche formali. L'allungamento dei volti, la semplificazione dei lineamenti e la ricerca di un equilibrio tra astrazione e riconoscibilità trovano proprio nella pietra alcune delle loro formulazioni più radicali.

La vicenda di Tête restituisce così una dimensione di Modigliani spesso meno presente nell'immaginario collettivo rispetto a quella del pittore dei grandi ritratti e dei nudi. Una dimensione nella quale l'artista cercava di confrontarsi con la tradizione monumentale della scultura e con l'idea di una bellezza capace di superare i confini del tempo.

Phillips, Modern & Contemporary Art Evening Sale, New York, 18 novembre 2026. Amedeo Modigliani, Tête, 1911-12, calcare, 73,7 × 30,5 × 22,9 cm. Stima: 28-35 milioni

Natalie Sprouse, 14 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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