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Achille Bonito Oliva
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Si potrebbe rispondere che l’arte sono tutte le opere pubblicate sui libri di storia dell’arte. Tutto ciò già omologato dalla critica e dal gusto collettivo. Ma per l’arte in corso? L’arte è un’irruzione improvvisa di un gesto di fantasia non programmato dal corpo sociale, un gesto catastrofico e solitario che produce la rottura dell’equilibrio tettonico del linguaggio. Questo intervento destruens introduce miracolosamente una nuova parola o immagine inaspettata, un segno che non appartiene ai codici correnti e allo scambio assicurato del linguaggio comune. Dunque l’arte inizia con un gesto antisociale e individuale, con un forte desiderio di comunicazione. Ma per creare, dice Nietzsche, bisogna prima distruggere. L’arte contemporanea specialmente poggia su un movimento ambivalente che modifica ogni immobilità, terremota i codici correnti in attesa di una vita nuova del linguaggio.
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