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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliNella Firenze del tardo Quattrocento, quando la pittura devozionale privata conosce una stagione di straordinaria fortuna, Sandro Botticelli e la sua bottega mettono a punto uno dei suoi modelli più riusciti: la Madonna che stringe il Bambino, affiancata dal giovane San Giovanni Battista. Un’immagine destinata a una lunga fortuna nella bottega di Botticelli, ripresa e reinterpretata nel tempo, che oggi torna sotto i riflettori del mercato internazionale. L’opera, realizzata in tempera e olio su tavola, sarà tra i protagonisti della vendita Old Masters di Christie’s del 4 febbraio 2026, a New York, con una stima di 4-6 milioni di dollari.
Il pannello raffigura la Vergine seduta a un leggio mentre abbraccia il Bambino Gesù, il quale le accosta la guancia con gesto affettuoso. Maria indossa una veste rossa sotto un mantello blu dalla fodera verde, finemente ornato d’oro; le lunghe trecce bionde sono velate da un tessuto diafano bordato di pizzo. Il Bambino, avvolto in una tunica di seta con profili dorati, guarda la madre. Mentre alla sinistra San Giovanni Battista, con la consueta veste di pelo di cammello e un mantello rosso acceso, rende omaggio al cugino. Le figure si stagliano davanti a un arco e a un pilastro, elementi tipici del lessico architettonico fiorentino, che si aprono su un cielo azzurro appena velato di nubi. Il soggetto suggerisce una destinazione originaria per la devozione domestica, forse all’interno di una cappella familiare.
La composizione affonda le sue radici in una delle prime Madonne di Botticelli, la Madonna col Bambino e San Giovannino, oggi al Louvre, databile intorno al 1468. Quest’opera giovanile, ancora fortemente influenzata da Filippo Lippi, conobbe un tale successo da essere ripresa e rielaborata più volte dall’artista nel corso della carriera. Il dipinto in vendita appartiene a un gruppo di quattro varianti note di questo prototipo. Tra esse, la versione delle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda è generalmente considerata, insieme a quella ora sul mercato, la più alta per qualità. Proprio la tavola di Dresda, a lungo discussa, è stata recentemente riconosciuta come autografa e datata tra il 1495 e il 1500, rafforzando il confronto con l’opera di Christie’s.
Sandro Botticelli, The Madonna and Child with the Young Saint John the Baptist
Dal punto di vista attributivo, la storia critica del dipinto è complessa. Pubblicato per la prima volta nel 1854 da Gustav Waagen, che lo giudicò interamente autografo e lodò la sua “tonalità di colore insolitamente calda”, fu successivamente accettato come tale da Crowe e Cavalcaselle, mentre altri studiosi lo considerarono opera di bottega. Solo negli ultimi mesi, grazie a nuovi esami diretti e alle indagini tecniche, si è giunti a un consenso più articolato. Laurence Kanter, Keith Christiansen e Christopher Daly, dopo aver esaminato l’opera nel novembre 2025, concordano nel riconoscervi la mano di Botticelli con il supporto della sua bottega; un parere condiviso anche da Nicoletta Pons sulla base della documentazione fotografica.
Fondamentale è stato lo studio del disegno preparatorio tramite riflettografia infrarossa, che rivela un sottodisegno di straordinaria qualità. Linee fluide e sinuose tracciate a pennello, tipiche del maestro, accompagnate da interventi più minuti che testimoniano ripensamenti e aggiustamenti in corso d’opera. Tra i pentimenti più evidenti figurano le modifiche alle dita della mano sinistra della Vergine e alle pieghe del drappeggio del Bambino. Interessante anche l’abbandono di un libro di preghiere inizialmente previsto aperto sul leggio. Come nella tavola di Dresda, compaiono inoltre incisioni relative a un secondo arco sopra il capo della Vergine, forse istruzioni provenienti dal cartone originario poi scartate dallo stesso Botticelli.
Questi elementi confermano il funzionamento della bottega botticelliana negli anni di massima attività, quando l’artista, alla guida di un atelier molto richiesto, interveniva direttamente nelle fasi cruciali - disegno, volti, rifiniture - lasciando agli assistenti il trasferimento e l’impostazione iniziale della composizione. Le datazioni proposte oscillano tra il 1488 e il 1500, con una preferenza generale per gli anni a cavallo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del decennio successivo.
Sandro Botticelli, The Madonna and Child with Saint John the Baptist, Musée du Louvre, Parigi
La storia collezionistica desta altrettanto interesse. Il dipinto è documentato nel primo Ottocento nella celebre collezione di William Thomas Beckford all’Abbazia di Fonthill, per poi passare a E. J. de Bammeville ed essere venduto da Christie’s a Londra nel 1854, acquistato da Alexander Barker. Alla dispersione della raccolta Barker nel 1874, l’opera tornò sul mercato londinese prima di approdare a Parigi e quindi nella collezione di John Osmaston a Osmaston Manor, nel Derbyshire.
Nel 1892 entrò nella raccolta di Frederick Richards Leyland, per poi passare a Vernon James Watney a Cornbury Park, rimanendo per discendenza nella sua famiglia fino alla metà del Novecento. Riappare sul mercato nel 1966 in occasione di una vendita Christie’s a Londra, passando quindi per Giovanni Salocchi e Vittorio Frascione a Firenze, prima di essere acquisita dall’attuale proprietario alla fine degli anni Sessanta, entrando in una collezione privata tra Svizzera, New York e Francia, dove è rimasta per oltre mezzo secolo.
Il mercato di Sandro Botticelli resta storicamente altalenante, ma è segnato da picchi eccezionali in corrispondenza dell’emergere di opere decisive. Emblematica la vendita di Young Man Holding a Roundel, aggiudicato da Sotheby’s nel 2021 per 92,2 milioni di dollari, record assoluto per l’artista.
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