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Rembrandt, Young Lion Resting

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Rembrandt, Young Lion Resting

Il mercato del disegno nel 2025: lontano dalle mode, vicino allo sguardo

Un mercato selettivo, trainato dai capolavori e sempre più concentrato sulla qualità: tra aste newyorkesi in flessione per composizione dell’offerta, una geografia europea in ridefinizione tra Londra e Parigi e una domanda che privilegia l’immagine rispetto al nome

Federico Bonezzi

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Le aste newyorkesi di inizio febbraio da Christie’s e Sotheby’s rappresentano il momento più significativo dell’anno per leggere l’andamento del mercato internazionale del disegno, concentrando generalmente i top consignments della categoria. Nel 2025 emerge con chiarezza un mercato selettivo, particolarmente resiliente nei lotti trophy, mentre la contrazione dei totali sembra dipendere più dalla composizione dell’offerta che da un reale calo della domanda. Da Christie’s, Old Master & British Drawings (New York, 4 febbraio 2025) ha totalizzato 2,12 milioni di dollari con 97 lotti venduti su 121 (sell-through 80,2%), in calo rispetto ai 4,83 milioni del 2024 (−56,2%), ma ancora superiore del 16,1% al risultato del 2023 (1,82 milioni). Il ridimensionamento va letto alla luce dell’eccezionale concentrazione di capolavori nel 2024, più che come un segnale di debolezza strutturale. Nel 2025, tuttavia, i vertici di qualità restano evidenti: top lot una testa femminile di Jacopo Ligozzi a 504.000 $, seguita da due fogli di J.M.W. Turner, The approach to Venice (327.600 $) e Binger Loch and the Mäuseturm (226.800 $), che confermano la tenuta del segmento blue-chip. Da Sotheby’s, Master Works on Paper from Five Centuries (New York, 5 febbraio 2025) ha chiuso a 2,64 milioni di dollari e sell-through 85,4%. Anche qui il confronto anno su anno segnala una flessione rispetto ai 4,00 milioni del 2024 (−34,0%) e ai 4,55 milioni del 2023 (−42,0%), ma con una domanda fortemente concentrata: Caspar David Friedrich, The beach at Wieck near Greifswald, top lot a 720.000 $, seguito da Samuel Palmer, Vesuvius, Italy (336.000 $), e ancora Turner, The Falls of Schaffhausen (336.000 $). 

I tre lotti principali hanno assorbito oltre metà del totale d’asta. Negli stessi giorni delle aste, Master Drawings New York si è confermata come riferimento nel calendario del mercato del disegno: l’edizione 2025 ha riunito 29 espositori, con un programma ufficiale che ha affiancato alle mostre di vendita un calendario di eventi in sedi museali e istituzionali. Nel complesso, le aste newyorkesi del 2025 restituiscono l’immagine di un mercato più compatto, nel quale il valore si concentra sui lotti di massima qualità e la selezione pesa più del volume. A conferma di ciò, la prossima Classic Week 2026 si annuncia come un vero stress test per l’alto mercato dei disegni. Christie’s presenterà a New York il rarissimo studio in sanguigna di Michelangelo per il piede della Sibilla Libica della Sistina, con stima $ 1,500,000-2,000,000 (5 febbraio 2026): studio collegato alla volta mai arrivato in asta. Sotheby’s, il 4 febbraio 2026, offrirà il Rembrandt Young Lion Resting, stimato $ 15,000,000-20,000,000, oltre agli importanti disegni antichi della collezione di Diane A. Nixon. Si preannunciano dunque risultati in forte crescita su entrambe le sponde rispetto all’anno precedente. Accanto alla lettura dei risultati d’asta, il 2025 impone una riflessione più ampia sulla geografia del mercato del disegno e sulle scelte strutturali delle case internazionali. In questo quadro, Sotheby’s mantiene attivo il dipartimento di Old Master Drawings a Londra, mentre Christie’s ha deciso di chiudere già nel 2024, dopo quasi due secoli, la storica asta londinese di disegni, mantenendo appuntamenti analoghi solo a New York e Parigi. La scelta ha avuto un impatto tangibile sull’ecosistema locale, già messo sotto pressione dagli effetti post-Brexit. Il risultato è un mercato londinese dei disegni antichi oggi percepito come in contrazione, nonostante la presenza, unica per densità e qualità, di studiosi, mercanti e curatori. In risposta, nel 2024 e ancor più nel 2025 si è assistito a una crescita significativa delle iniziative private e fieristiche: Trois Crayons, piattaforma londinese fondata nel 2023, ha conosciuto una netta espansione nel 2025 con Tracing Time (26 giugno-5 luglio), mostra-vendita che ha più che raddoppiato i partecipanti, da 17 a 35 gallerie, proponendo disegni su cinque secoli, da Giovanni Domenico Tiepolo a Gustav Klimt. Dalla Senna al Tamigi, La 33ma edizione del Salon du Dessin (Palais Brongniart, 26-31 marzo 2025) ha confermato nel 2025 la centralità della piazza parigina per il disegno da collezione, con risultati solidi sia in termini di partecipazione sia di dinamica commerciale: 39 gallerie, di cui 19 straniere, con oltre 15.000 visitatori, centinaia di disegni venduti, con una circolazione vivace e diffusa, non circoscritta ai soli capolavori, con tenuta della fascia alta, prezzi intorno ai 100.000 € per Federico Zuccaro, Dalí Henry van de Velde. Le aste parigine hanno poi offerto alcuni dei risultati più eclatanti del mercato del disegno. Il caso più clamoroso e recente il rarissimo studio di Daniele da Volterra (preparatorio per l’Assunzione alla Trinità dei Monti), venduto da Millon il 19 novembre scorso: stimato 400.000-500.000 €, ha totalizzato 3.100.000 €. Pochi mesi prima, da Christie’s (26 marzo 2025), lo Studio anatomico per Ercole che approda all’isola di Cos, studio preparatorio per il ciclo decorativo della Porte Dorée a Fontainebleau, di Francesco Primaticcio ha raggiunto 831.600 €, mentre nella stessa vendita Nicolas Poussin, La Conversion de Sainte Catherine, è stato aggiudicato a 277.200 €, record mondiale per un’opera su carta dell’artista (con preemption del Louvre). 

Accanto ai grandi nomi, Drouot e le numerose case d’asta parigine di dimensioni più contenute continuano a svolgere un ruolo fondamentale come terreno di scoperta e di opportunità a prezzi accessibili. In un contesto europeo in fase di assestamento, appare auspicabile la posizione espressa lo scorso anno dall’allora amministratore delegato di Christie’s, Guillaume Cerutti: «Christie’s punta a una collaborazione, non alla competizione, tra i mercati dell’arte di Londra e Parigi». Per comprendere le ricadute concrete di queste dinamiche sul mercato del disegno, Will Elliott di Colnaghi Elliott Fine Arts a Londra e Diederick Poncelin de Raucourt a Parigi offrono una chiave di lettura condivisa per il 2025, descrivendo un mercato attivo ma profondamente selettivo, regolato più dalla forza dell’immagine e dalla qualità che dal peso del nome. Per Elliott, il cambiamento riguarda innanzitutto il modo di acquistare: «Al di fuori di una manciata di nomi senza tempo, il mercato del disegno oggi è fortemente guidato dall’immagine». Sotto la soglia dei 50.000 euro — «una parte enorme del mercato» — i collezionisti rispondono in modo istintivo ai fogli, più che inseguire firme celebri. Ai vertici, invece, «i disegni veramente eccezionali sono sempre più rari», ma quando emergono trovano ancora una collocazione se proposti a prezzi sensati. L’attività resta intensa nelle fasce bassa e media e non manca l’ottimismo: «Si possono ancora acquistare fogli di qualità straordinaria tra i 5.000 e i 10.000 euro». Anche le istituzioni, sottolinea Elliott, restano presenti «a tutti i livelli di prezzo». Dalla prospettiva parigina, Diederick Poncelin de Raucourt parla di un mercato “a due velocità”: «I collezionisti sono attivi, ma molto più cauti; gli acquisti “automatici” di un tempo sono quasi scomparsi». I disegni eccezionali continuano a performare, così come «opere ben scelte dell’Ottocento e primo Novecento», mentre i fogli più tradizionali incontrano una domanda più contenuta. Nel suo insieme, il 2025 restituisce dunque l’immagine di un mercato del disegno strutturalmente sano, nel quale la qualità torna a essere il principale discriminante di valore. In un contesto segnato da maggiore cautela, le opere su carta confermano una forza peculiare: non solo perché più accessibili rispetto alla pittura, ma perché offrono ai collezionisti privati e istituzionali un accesso diretto al processo creativo, a quell’intimità con l’artista che nessun altro medium restituisce con pari immediatezza. È una dimensione che prescinde dalle mode e dai cicli speculativi e che continua ad alimentare una comunità di conoscitori, studiosi e mercanti fortemente motivati.

 



 

Federico Bonezzi, 20 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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