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Foto Mibact/World Monuments Fund

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Foto Mibact/World Monuments Fund

Il World Monuments Fund inserisce Amatrice nell'elenco dei siti da tutelare

Troppo lenta la ricostruzione. A disposizione anche aiuti economici

New York. Distrutta dal terremoto del 25 agosto 2016, la cittadina laziale di Amatrice, in provincia di Rieti, è stata scelta, insieme con altri 24 luoghi (in una rosa di 170 nomination) tra i siti del World Monuments Fund 2018. La scelta, hanno spiegato i vertici dell’organizzazione che si occupa di preservare i siti archeologici e di interesse culturale nel mondo, è «espressione di un interesse internazionale duraturo». Amatrice è stata inserita nella categoria «disastri naturali».
Il Wmf riferisce della lentezza con cui si sta ricostruendo ad Amatrice: «Dopo più di un anno dall’evento, riferisce il sito- una parte delle macerie è ancora sul posto e il centro storico è rimasto disabitato e inaccessibile».
Lisa Ackerman, vicepresidente del World Monument Fund afferma che l’ente intende focalizzare l’attenzione sul Museo Civico «Cola Filotesio» e sulla Torre di Sant’Emidio, diventata uno dei simboli risparmiati dal  terremoto. Il Wmf sostiene che i danni causati dal sisma ammontano a circa 20 miliardi di dollari e «nonostante l’annuncio del governo di stanziare fondi, le comunità locali hanno lanciato appelli per procedere in modo più concreto verso una ripresa che potrebbe durare anni. Non sappiamo che cosa succederà ora, spiega la Ackerman, posso solo dire che noi abbiamo dei donatori, nel caso le autorità locali decideranno di ricostruire nella stessa zona, e quindi anche di far ritornare le persone nei luoghi in cui vivevano prima del disastroso terremoto».
 

Opere recuperate dal Museo di Amatrice

Amatrice è stata semidistrutta dal terremoto dell'agosto 2016

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Foto Mibact/World Monuments Fund

Tina Lepri, 16 ottobre 2017 | © Riproduzione riservata

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